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Economia

La logistica è un tesoro (strategico) da 341 miliardi

di Paolo Diacono -


La logistica, da sola, vale quasi un quinto del Pil italiano. C’è, è cruciale come dice Giorgetti, è centrale come ammettono tutti gli osservatori. Ma non si vede. I dati presentati mattina all’assemblea di Federtrasporto, elaborati in collaborazione col Centro Studi di Confindustria, dicono proprio questo. I trasporti valgono molto più di quanto riconoscano i dati ufficiali. Se, ufficialmente, la logistica vale “solo” 86 miliardi (che pure rappresenta una signora cifra, pari a poco meno del 5% del prodotto interno lordo), in termini di valore aggiunto attivato in tutte le filiere economiche, il comparto “produce” ben 341 miliardi. Una ricchezza che si attesta al 19 per cento del Pil nazionale.

I conti della logistica

 I conti sono presto fatti. C’è il fatturato legato alle attività dirette che, appunto, s’attesta a 86 miliardi. A cui si deve aggiungere il valore del sistema industriale ampliato e che comprende, insieme alle infrastrutture e ai carburanti, la manutenzione dei mezzi, il noleggio e l’organizzazione. L’impatto diretto, solo di queste voci, assomma a 184 miliardi (e l’impatto sul Pil cresce a 10,3%). Ma non è finita. Già, perché applicando il metodo dell’estrazione ipotetica e misurando quanta ricchezza l’Italia perderebbe senza camion, tir e mezzi che uniscono il Paese, il conto si fa ben più rilevante e sale fino a 341 miliardi, il 19% del Pil, quasi un quinto di tutto il prodotto interno lordo nazionale.

I piani del governo

Un apporto fondamentale, economico e strategico, che alla logistica riconoscono anche gli esponenti del governo. A cominciare dal ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti secondo cui “trasporti e logistica non sono un comparto settoriale, ma una filiera cruciale”. Il titolare del Ministero delle Imprese Adolfo Urso gli ha fatto eco. “La logistica integrata è tra i comparti abilitanti della crescita. lo abbiamo definito il sistema nervoso del Made in Italy ed è grazie a questo ecosistema intermodale che i nostri prodotti, apprezzati e riconosciuti in tutto il mondo, arrivano in tempo e a costi competitivi”.

Non solo price cap, le iniziative del governo

Per tutelare il comparto, Urso spiega le iniziative assunte: “Come governo siamo intervenuti con misure mirate: dal credito d’imposta per gli autotrasportatori fino al price cap sui carburanti, rendendo il nostro paese un modello per tutta l’Europa, oggi ci sono tutte le condizioni politiche e industriali affinché l’Italia torni a svolgere un ruolo centrale come grande piattaforma portuale, aeroportuale, ferroviaria e dei dati”.

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