È morto Luigi Nicolais, lo scienziato prestato alla politica
Si è spento nella notte, all’età di 83 anni, Luigi Nicolais, per tutti “Gino”. Docente universitario, scienziato di fama internazionale, ex ministro ed ex presidente del Consiglio Nazionale delle ricerche, Nicolais è morto nella sua abitazione in provincia di Napoli per cause naturali, come comunicato dai familiari. Con la sua scomparsa l’Italia perde una delle figure che più hanno incarnato il legame tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica e istituzioni pubbliche. Luigi Nicolais era nato il 9 febbraio 1942 a Sant’Anastasia, in provincia di Napoli. Ingegnere chimico di formazione, aveva costruito un percorso accademico e scientifico di altissimo profilo, diventando un punto di riferimento nel campo dei materiali avanzati e dei materiali compositi. Professore ordinario di Tecnologie dei Polimeri presso la Università degli Studi di Napoli Federico II, ateneo in cui si era laureato, ha formato generazioni di ricercatori, lasciando un’eredità scientifica e umana difficilmente replicabile.
La carriera accademica e quella politica
La carriera di Luigi Nicolais si è sviluppata anche a livello internazionale, con esperienze di insegnamento e ricerca alla University of Washington e alla University of Connecticut di Storrs. Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, è stato riconosciuto come uno dei massimi esperti nel settore della chimica dei materiali, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della ricerca italiana nel contesto globale. Accanto all’attività accademica, Nicolais ha ricoperto ruoli di primo piano nelle istituzioni. È stato ministro per le Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione e presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, incarico attraverso il quale ha promosso con forza la valorizzazione della ricerca e del merito scientifico. Al Cnr era entrato giovanissimo come ricercatore, avviando un percorso che lo avrebbe visto impegnato su più fronti, in Italia e all’estero.
Il ricordo
Per Luigi Nicolais, come ricordano colleghi e allievi, la ricerca non era solo un mestiere, ma una missione civile. Il rettore della Federico II, Matteo Lorito, lo ha definito “un uomo profondamente innamorato della ricerca e un grande profeta dell’innovazione scientifica”, sottolineando la sua straordinaria capacità di individuare talenti tra i giovani e di costruire comunità accademiche solide e inclusive. Il cordoglio è stato espresso anche dal mondo industriale e scientifico. Costanzo Iannotti Pecci, presidente degli industriali di Napoli, ha ricordato Nicolais come “uno scienziato di straordinario valore e un uomo delle istituzioni”. Da Città della Scienza, il presidente Riccardo Villari ha parlato di una perdita “incolmabile” per la comunità scientifica. Anche l’attuale presidente del Cnr, Andrea Lenzi, ha sottolineato il valore scientifico e umano di Nicolais, ricordando il contributo lasciato all’ente in termini di visione e impegno.
La camera ardente per Luigi Nicolais
Oggi, dalle 15.30 alle 20.30, sarà allestita la camera ardente nell’aula Pessina dell’Università Federico II. Domani mattina la camera ardente riaprirà dalle 8, prima del trasferimento del feretro alla Chiesa di Santa Chiara, dove alle 16 si terranno i funerali. Con la morte di Luigi Nicolais, l’Italia saluta uno dei suoi più autorevoli interpreti della scienza come bene pubblico e motore di sviluppo.
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