Pagamenti elettronici, “graziati” i tabaccai: potranno rifiutarli

Una “determinazione direttoriale” dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, in perfetto burocratese, ha accettato il pressing dei tabaccai consentendo che “in relazione all’attività di vendita di generi di monopolio, di valori postali e valori bollati, non sono tenuti all’obbligo di accettare forme di pagamento elettronico”. Un pressing, raccontano le cronache e la stessa Federazione dei rivenditori, cui sono venuti in soccorso il Mise e l’Agenzia delle Entrate e che sarebbe originato dalla bassa marginalità dei guadagni in confronto ai costi dell’accettazione della moneta elettronica: “Forte di un parere del Mise e di un parere dell’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia ha sostanzialmente fatto proprie le nostre ragioni e le nostre richieste. Sin dal 2012 anno di entrata in vigore della prima norma che prevedeva la obbligatorietà dell’accettazione della moneta elettronica per tutti i commercianti, abbiamo sostenuto quanto riportato nelle premesse della determina in questione. Le finalità antielusione della norma del 2012 non servono con i tabacchi e i valori bollati e postali in quanto tutta la fiscalità è certificata a monte. Inoltre, la bassa marginalità è incompatibile con i costi connessi all’accettazione della moneta elettronica”.

Costi che, invece, sono sempre più bassi. Mentre, fino a dicembre, è al 100% il credito di imposta sulle commissioni. Una pagina buia per il futuro del commercio elettronico.

Una “determinazione direttoriale” dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, in perfetto burocratese, ha accettato il pressing dei tabaccai consentendo che “in relazione all’attività di vendita di generi di monopolio, di valori postali e valori bollati, non sono tenuti all’obbligo di accettare forme di pagamento elettronico”. Un pressing, raccontano le cronache e la stessa Federazione dei rivenditori, cui sono venuti in soccorso il Mise e l’Agenzia delle Entrate e che sarebbe originato dalla bassa marginalità dei guadagni in confronto ai costi dell’accettazione della moneta elettronica: “Forte di un parere del Mise e di un parere dell’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia ha sostanzialmente fatto proprie le nostre ragioni e le nostre richieste. Sin dal 2012 anno di entrata in vigore della prima norma che prevedeva la obbligatorietà dell’accettazione della moneta elettronica per tutti i commercianti, abbiamo sostenuto quanto riportato nelle premesse della determina in questione. Le finalità antielusione della norma del 2012 non servono con i tabacchi e i valori bollati e postali in quanto tutta la fiscalità è certificata a monte. Inoltre, la bassa marginalità è incompatibile con i costi connessi all’accettazione della moneta elettronica”.

Costi che, invece, sono sempre più bassi. Mentre, fino a dicembre, è al 100% il credito di imposta sulle commissioni. Una pagina buia per il futuro del commercio elettronico.

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