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Philip Morris scommette sull’Italia smoke-free: “Addio alle sigarette in dieci anni”

Presentato a Bruxelles lo studio realizzato con EY sull'impatto economico del gruppo in Europa

di Redazione -


Un’Italia sempre più distante dalle sigarette tradizionali nel giro di un decennio. È lo scenario delineato da Marco Hannappel, presidente della Regione Europa di Philip Morris International, intervenuto a Bruxelles in occasione della presentazione della seconda edizione dell’EU Economic Footprint Study, realizzato dal gruppo in collaborazione con EY. Lo studio, presentato alla Solvay Library, analizza il contributo economico e occupazionale di Philip Morris International nell’Unione europea, evidenziando il peso degli investimenti, delle esportazioni e dell’intera filiera produttiva che ruota attorno alle attività dell’azienda.

Secondo i dati illustrati, il contributo complessivo del gruppo all’economia europea ammonta a circa 343 miliardi di euro. Di questi, 22,3 miliardi sono destinati ai fornitori europei, 27,4 miliardi riguardano gli investimenti nelle attività del gruppo sul continente e 39,5 miliardi sono legati alle esportazioni. Nel 2025, inoltre, la filiera europea di Philip Morris avrebbe sostenuto quasi 164 mila posti di lavoro.

Il ruolo strategico dell’Italia e l’obiettivo smoke-free

Come spiegato da Bart Deckers, partner di EY, il Belpaese rappresenta uno dei principali poli produttivi ed esportatori del gruppo. Nel 2023 le esportazioni italiane di prodotti a tabacco riscaldato hanno infatti sfiorato i 2 miliardi di euro. Un ruolo che, secondo Hannappel, potrebbe diventare ancora più rilevante nei prossimi anni, anche sul fronte della riduzione del fumo tradizionale.

“Non siamo ancora ai livelli della Svezia, che oggi è già smoke-free, con un’incidenza dei fumatori inferiore al 5%”, ha affermato il manager. “Spero che questo avvenga anche nel nostro Paese nel più breve tempo possibile. Credo che oggi abbiamo tutte le caratteristiche per poter diventare un Paese smoke-free nei prossimi dieci anni”.

Guardando al dibattito europeo sulla regolamentazione dei prodotti alternativi alla sigaretta, il presidente della Regione Europa del colosso ha inoltre indicato l’Italia come possibile modello per Bruxelles. “Se ci sono Paesi come la Svezia o come l’Italia che hanno una certa prospettiva e un certo cammino, credo che debbano essere il faro di una discussione di prodotto oggi in Europa”, ha sostenuto.

Lo studio restituisce così la fotografia della presenza economica di Philip Morris International nel continente, tra investimenti, ricerca, sviluppo, produzione ed esportazioni. Un sistema nel quale l’Italia continua a rappresentare uno snodo strategico, soprattutto per la capacità manifatturiera e il contributo alle esportazioni del gruppo.

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