Pierluigi Diaco insiste sull’intimità di Ravagnani, Milly Carlucci insorge, pubblico e web perdono la pazienza
Ci mancava soltanto l’interrogatorio sulle abitudini sessuali in fascia pomeridiana, possibilmente con l’intervistato che avrebbe preferito trovarsi altrove.
Pierluigi Diaco, con l’intervista ad Alberto Ravagnani a BellaMà, ha scritto una delle pagine più sgradevoli della televisione di questi giorni. L’ex sacerdote, oggi concorrente di Ballando con le Stelle, si è ritrovato sottoposto a domande sulla propria vita sessuale, mentre il suo disagio diventava sempre più evidente.
Una scena che avrebbe meritato un cambio di argomento e che invece è proseguita, lasciando agli spettatori il dubbio su quale fosse il traguardo di tanta insistenza.
Diaco ha rivendicato il diritto di fare domande dirette, anche scomode. Legittimo. Ma Ravagnani era stato invitato per raccontare il percorso che lo ha portato a lasciare il sacerdozio oppure per fornire un inventario delle proprie preferenze a letto? Perché a un certo punto il confine tra curiosità e invadenza diventa sottile quanto la pazienza di chi deve rispondere. E quando l’imbarazzo dell’interlocutore è evidente, insistere rischia di diventare un esercizio di pessimo gusto.
Il web, stavolta, ha reagito con una compattezza piuttosto insolita. Accanto agli indignati di professione si sono fatti sentire spettatori di sensibilità differenti, accomunati dal fastidio per i toni dell’intervista. Segno che persino nell’epoca dell’intimità esibita a beneficio delle visualizzazioni esiste ancora qualcuno capace di distinguere una domanda interessante da una curiosità fuori luogo.
Quanto alle conseguenze, per ora, il bilancio è piuttosto magro. Di provvedimenti ufficiali della Rai nemmeno l’ombra, mentre si parla di un possibile stop alle ospitate dei concorrenti di Ballando con le Stelle a BellaMà. Un’ipotesi ancora priva di conferme ufficiali, solo ventilata in rete.
Milly Carlucci, però, ha scelto di esporsi. Insieme agli autori di Ballando ha espresso solidarietà a Ravagnani, definendo «inaccettabile quanto accaduto». Una posizione pubblica inequivocabile, tanto più significativa perché riguarda un episodio avvenuto in un’altra trasmissione della stessa Rai. Da Diaco, almeno finora, risultano assenti scuse pubbliche.
Rimane il retrogusto di una brutta pagina televisiva, nella quale la voglia di conoscere dettagli intimi ha finito per prevalere sulla sensibilità verso l’ospite. Frugare nelle mutande altrui con le parole, quando l’interlocutore mostra di volersi sottrarre, somiglia parecchio a quella forma di invadenza che nella vita quotidiana definiremmo molesta. La televisione dovrebbe avere almeno il vantaggio di poter cambiare argomento. Qui, invece, si è preferito continuare a scavare. E a giudicare dal risultato, il fondo era già abbastanza vicino.
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