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Premio Minerva 2026, Amato: “Abbiamo fatto tanta strada, ma bisogna ancora farne molta”

di Priscilla Rucco -


Roma ha scelto uno dei suoi luoghi simbolo per raccontare il volto femminile della classe dirigente. Martedì 27 ottobre il museo dell’Ara Pacis ha ospitato la cerimonia della sesta edizione del Premio Minerva, il riconoscimento con cui Unindustria e Federmanager Roma mettono in luce la cultura manageriale delle donne nel sistema produttivo della Capitale e della regione. Sul palco imprese, dirigenti e neolaureati, accomunati da un impegno concreto per la parità di genere.

I numeri di un primato

Il quadro tracciato dagli organizzatori mostra un Lazio in vantaggio sul resto del Paese. Secondo il presidente di Unindustria, Giuseppe Biazzo, nel secondo trimestre del 2026 l’occupazione femminile regionale ha raggiunto il 57,9%, oltre tre punti sopra il dato nazionale del 54,8%. Ancora più netto il primato nella dirigenza privata: nel 2024 le donne dirigenti erano 6.450, il 28,7% del totale, la quota più alta d’Italia a fronte di una media del 22,7%.

Quasi tutte lavorano a Roma, dove se ne contano 6.212. Non mancano però le ombre, richiamate dal presidente di Federmanager Roma, Antonio Amato, la cui associazione ha da poco ottenuto la certificazione per la parità di genere: secondo la Consob, nel 2025 le donne occupavano il 44% dei posti nei consigli di amministrazione delle società quotate, ma le amministratrici delegate erano appena 17 e le presidenti 21. Nel Lazio, stando ai dati del 2023, quasi sette imprese su dieci non hanno alcuna donna nel Cda, mentre tra i dirigenti italiani il divario retributivo di genere arriva al 30,8%, secondo l’Istat.

Un anno di lavoro basato sull’inclusione

Per Marisella Cardaci, coordinatrice di Federmanager Minerva Roma, il riconoscimento è il punto d’arrivo di dodici mesi di lavoro. “È stato un premio sentito, emozionante e condiviso insieme a Unindustria – ha spiegato in esclusiva a L’identità – il risultato di un’attività che dura da un anno, perché sono 365 giorni che ci impegniamo su tutti i temi principali, dall’inclusione alla parità di genere”. Il riferimento va anche alla direttiva europea sulla trasparenza retributiva, recepita dall’Italia con il decreto legislativo 96 del 2026, in vigore dal 7 giugno, il cui percorso si completerà nel 2027. “Lavoriamo a tutto tondo, a cominciare dalla formazione e dall’inclusione delle donne nei consigli di amministrazione e nei collegi sindacali – ha aggiunto – ed è una cultura che deve pervadere tutta la comunità. Stiamo crescendo, stiamo diventando sempre di più, competenti, capaci, ed è questo che ci dà grande soddisfazione”.

La crescita femminile nei ruoli di vertice

Sulla strada ancora da percorrere ha insistito Amato: “Siamo alla sesta edizione del Premio Minerva. Abbiamo fatto tanta strada, ma bisogna ancora farne molta – ha dichiarato in esclusiva a L’identità – Roma e Lazio sono ai vertici delle classifiche italiane e abbiamo valori in crescita. Ovviamente non tutte le manager sono in posizione apicale: le percentuali sono molto più basse tra chi è nei Cda e nei ruoli di vertice dell’azienda. Su quello bisogna crescere molto”. Il presidente ha poi richiamato la direttiva europea e la norma nazionale sulla parità salariale, che “porterà il giusto valore ai manager, a tutti i dipendenti, al di là che siano donne o uomini. Il valore, la meritocrazia, è uguale per tutti”: per questo, ha concluso, è giusto che tutti siano pagati allo stesso modo.

Le istituzioni: nessuna scelta tra maternità e lavoro

Simona Renata Baldassarre, assessore alle Pari opportunità della Regione Lazio, ha ribadito che una donna non dovrebbe mai trovarsi a scegliere tra maternità e lavoro. Per Valeria Baglio, assessore alle Attività produttive del Comune di Roma, non può esistere una società equa se una parte di essa continua a trovare impedimenti nell’accedere alla parità. Paola Severino, presidente della Luiss School of Law ed ex ministra della Giustizia, ha sottolineato l’importanza di fare da traino e da esempio, ricordando che “nella storia ci sono le matrici del futuro”.

Lavorare sul sistema, non sulle donne

La tavola rotonda, moderata da Roberto Inciocchi (Rai), ha riunito Alda Paola Baldi, vicepresidente di Unindustria con delega al Capitale umano, Marisella Cardaci e Maurizio Mosca del Winning Women Institute. Baldi ha posto l’accento sulla conciliazione tra vita privata e lavoro, mentre Mosca ha invitato a costruire sistemi virtuosi, perché è sul sistema che bisogna intervenire e non sulle donne. Dal confronto sono emerse le parole chiave del percorso ancora da compiere: leadership, impegno e consapevolezza, gestione delle discontinuità di carriera, diffusione di una cultura e di un modo di pensare, parità di trattamento per un lavoro di pari valore e accordi quadro su cui lavorare. Un messaggio condensato in una frase risuonata in sala: “La democrazia non ha genere”.

I premiati

Tra le aziende virtuose sono state premiate, per le grandi imprese, Leonardo, AbbVie, Enel Italia, FiberCop e Philip Morris Italia; per le medie Unilever Italia Mkt Operations, per le piccole Self Garden. Nella categoria Donne manager il riconoscimento è andato a Stefania Cinque (Rai Way), Loretana Cortis (Fincantieri), Maria Enrica Danese (Tim), Carmen Milena Antonella Lerario (Leonardo) e Angela Natale (Avio). Per le tesi di laurea sulla parità di genere sono stati premiati Giovanni Di Filippo, Martina Gissi, Giulia Rossi e Aurora Ventriglia.

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