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Miracolo al distributore: la Sinistra promette benzina gratis, ma il pieno lo paga la realtà

I mercati globali guidano il costo dei carburanti, non i comizi. Tra favole della Sinistra e tagli alle accise, ecco la verità sui rincari alla pompa

di Anna Tortora -


Accendere la TV o aprire i social nei giorni di stangata al distributore è un’esperienza mistica. C’è chi rispolvera i vecchi cavalli di battaglia sul “Governo ladro” e chi, dall’opposizione, vagheggia ricette miracolose con la grazia di chi pensa che il costo della benzina si decida con un’assemblea di condominio al Nazareno.

La narrazione della Sinistra è sempre la stessa, meravigliosa fiaba: basta cambiare inquilino a Palazzo Chigi e, magicamente, il pieno della Panda tornerà ai prezzi del 1998. Ingenui o semplicemente in malafede? Un po’ entrambi, probabilmente. Perché mentre a Sinistra si dilettano col solito ritornello politicante, la realtà si incarica di spiegare come vanno le cose nel mondo vero.
Ossia che il prezzo del diesel non lo decide Giorgia Meloni e nemmeno l’opposizione nei suoi sogni più belli. Lo decidono i mercati, le tensioni in Medio Oriente, la speculazione e le quotazioni del Platts. Elementi su cui persino la retorica progressista fatica a mettere il cappello.

Governo Meloni, accise e la benzina che non scenderà mai per la Sinistra

Eppure, il paradosso sfiora il capolavoro comico. La stessa Sinistra che oggi piange calde lacrime per l’automobilista salassato è la stessa che un martedì sì e l’altro pure ci spiega che il motore a scoppio è il male assoluto, che dobbiamo viaggiare tutti in bicicletta (possibilmente con pedalata soft ed etica) e che le accise sui combustibili fossili andrebbero persino aumentate per finanziare la transizione ecologica. Insomma: vi vogliono a piedi per salvare il pianeta, ma se il prezzo del carburante sale è colpa del Governo che non ve lo regala.

Il Governo Meloni, dal canto suo, fa quello che può fare un esecutivo dotato di senso della misura e del bilancio: interviene dove la coperta non è troppo corta, proroga i tagli emergenziali sulle accise dove serve per dare un minimo di ossigeno alle famiglie e ai trasportatori, ed evita di vendere fumo. Certo, i miracoli non sono all’ordine del giorno e le risorse non si stampano con la fotocopiatrice, ma l’onestà intellettuale vorrebbe che si dicesse la verità: contro gli shock geopolitici globali, gli slogan da comizio valgono meno di un litro di verde al distributore self-service.

Ma calma se un giorno la Sinistra dovesse tornare al Governo, il prezzo della benzina non scenderà. In compenso, vi spiegheranno con un bel tono pedagogico che pagare cinque euro al litro è un gesto d’amore verso l’ambiente. E a quel punto, sì, saremo davvero tutti più felici.

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