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Esteri

Proteste in Francia, un bollettino di guerra: 40 presidi feriti

Oltre cento scuole devastate, 65 docenti e impiegati feriti e la situazione può peggiorare

di Maria Graziosi -


Un bollettino di guerra in Francia: le proteste studentesche affollano ospedali e pronto soccorso. Le violenze di ieri, ha promesso il governo, non passeranno in cavalleria. Il ministro Édouard Geffray ha snocciolato il bilancio delle vittime. “Allo stato attuale, abbiamo avuto 65 membri del personale feriti, di cui 40 presidi, ha dichiarato il ministro a Bfmtv, senza fornire dettagli sulle loro ferite. “Dall’inizio della settimana, oltre cento scuole superiori hanno subito gravi danni”. E, intanto, oggi i blocchi proseguono in attesa dell’incontro tra il ministero dell’Istruzione, sindacati e associazioni studentesche.

Proteste studentesche in Francia: il conto delle vittime

A dare i numeri degli arresti, invece, ci ha pensato il ministro alla Giustizia Gérald Darmanin che ha parlato di cifre e dati alla radio Rtl. Sono finite in manette 1.793 persone, di questi “oltre il 90 per cento è composto da minorenni”. Il governo, però, non lascerà correre: “Ho chiesto ai Procuratori Generali di sollecitare una risposta decisa da parte dei pubblici ministeri, il più rapidamente possibile – ha aggiunto – ma soprattutto di esigere che i genitori siano ritenuti finanziariamente corresponsabili per le malefatte dei loro figli”. Insomma, il braccio di ferro è innescato e la Francia teme un’altra giornata di proteste.

La situazione in peggioramento

Il ministro degli Interni Laurent Nuñez, che ieri sera ha incontrato i prefetti, i direttori di polizia e gendarmeria e i capi dei servizi segreti. Le prospettive non sembrano per nulla rassicuranti. L’esponente del governo, infatti, ha denunciato “un peggioramento della situazione che non ha più nulla a che vedere con la legittima espressione delle rivendicazioni degli studenti delle scuole superiori, ma presenta ormai tutte le caratteristiche di una situazione di violenza urbana”. Insomma, l’autunno caldo francese è già iniziato. Tra problemi economici e le elezioni presidenziali le piazze sono già mobilitate.


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