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Cultura & Spettacolo

Spenti i banchi TV: l’addio a Rai Scuola lascia indietro gli ultimi

Dal digitale terrestre a RaiPlay: il trasloco del canale educativo cancella il presidio per anziani e nuovi cittadini in nome degli algoritmi.

di Andrea Fiore -


Dal 1° ottobre Rai Scuola non sarà più visibile in TV. Al suo posto arriva ‘Italiana’, un canale interamente dedicato a turismo, cibo e territorio.

Nata nel 1991, questa emittente raccoglie un’eredità preziosa che affonda le radici all’inizio degli anni Sessanta, quando il Maestro Alberto Manzi, con il programma ‘Non è mai troppo tardi’, contribuì a sconfiggere l’analfabetismo in Italia, permettendo a decine di migliaia di adulti di ottenere la licenza elementare e cambiando per sempre il volto educativo della televisione. Un ruolo chiave, quello della scuola in TV, che anche durante la pandemia ha dimostrato tutto il suo potenziale, purtroppo a fronte di investimenti mai davvero adeguati.

Adesso il passo successivo: tutto viene spostato su RaiPlay, all’interno di una sezione denominata Scuola e Learning, con l’obiettivo dichiarato di intercettare i giovani nativi digitali laddove fruiscono abitualmente dei contenuti.

Fino a qui la mossa può sembrare ragionevole e al passo con i tempi e con le logiche di audience. Tuttavia, chi non ha dimestichezza con il mondo digitale rischia di essere tagliato fuori: soprattutto gli anziani, che non accedono alle piattaforme di streaming e che, in questo modo, non saranno più raggiunti dal servizio pubblico. Al di là della retorica politica, la scelta appare discutibile.

In un’Italia che cambia pelle e vede il numero di residenti stranieri aumentare sistematicamente, un canale pubblico che insegni a leggere, scrivere e offra basi solide sulla nostra cultura dovrebbe rappresentare un presidio sociale imprescindibile, un servizio che non può e non deve essere misurato esclusivamente sui numeri degli ascolti.

Portare la programmazione su RaiPlay non è di per sé un errore, ma la transizione digitale non dovrebbe comportare l’esclusione totale dal digitale terrestre. Niente contro Italiana, ma le esigenze di inclusione e accessibilità richiedono un’alternativa concreta a questa soluzione.

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