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Cronaca

Guai giudiziari in arrivo per Sigfrido Ranucci?

La Procura di Roma scava dietro le quinte del "suo" Report e contemporaneamente lo iscrive nel registro degli indagati dopo la querela di un deputato FdI

di Angelo Vitale -


Sigfrido Ranucci, autoproclamatosi deus ex machina del giornalismo d’inchiesta Rai si ritrova sotto una doppia lente d’ingrandimento. La Procura di Roma scava dietro le quinte del “suo” Report e contemporaneamente lo iscrive nel registro degli indagati dopo la querela di un deputato FdI.

Il mistero dei servizi fantasma

Niente preamboli: stavolta a far rumore non è ciò che è andato in onda, ma quello che è rimasto nei cassetti. Il sostituto procuratore Edoardo De Sanctis, che indaga sulla bomba del 16 ottobre 2025, lavora sui file di inchieste mai trasmesse da Report.

A confortare questo approfondimento un’informativa dei carabinieri di Via in Selci, guidati dal colonnello Dario Ferrara.

Tra i faldoni ci sono chat e incontri di persona tra Ranucci e Valter Lavitola.

Rapporti troppo stretti per due che si definiscono tuttora “amici” e che discutevano preventivamente delle puntate della trasmissione e di equilibri politici: questa l’ipotesi investigativa.

La magistratura vuole capire se e perché quei servizi siano stati congelati e se vi siano stati condizionamenti o considerazioni di qualsivoglia natura a guidarne la messa in onda.

Ciò, proprio mentre il Riesame decide se concedere a Lavitola i domiciliari in provincia di Potenza.

Teoremi senza scuse: la querela di Cangiano

Il secondo fronte è una grana per diffamazione che vede Ranucci formalmente indagato. A metterlo alle strette, il deputato di Fratelli d’Italia, Gimmi Cangiano.

Report aveva accostato il nome del parlamentare all’attentato subìto dal giornalista, accreditando con il suo abituale metodo supposizioni estese anche ad altri esponenti del partito guidato da Giorgia Meloni.

“Avevo chiesto pubblicamente a Ranucci di chiarire, smentire e chiedere scusa. Non lo ha fatto”, attacca Cangiano. E denuncia nuovamente l’ostinazione del conduttore nel difendere un teorema indifendibile pur di non fare un passo indietro.

Ora sarà la Procura a dover fare luce sui reali motivi di quel servizio.

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