Renzi replica a Conte e boccia l’alleanza di “sinistra-sinistra”
Dopo qualche giorno di attesa è puntualmente arrivata la controffensiva di Matteo Renzi alla formalizzazione del blocco progressista tra Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Quella che il leader di Italia Viva non stenta a bollare come un’alleanza tra “partiti di sinistra-sinistra”. Una definizione utile a sottolineare una volta di più come la neonata intesa sia scoperta al centro, dove lui si colloca e senza il quale non si vinceranno le prossime elezioni. E Renzi non si fa scappare l’occasione – ovviamente – di replicare a chi dopo la formalizzazione di questa alleanza, con tanto di foto opportunity, ha parlato dell’esigenza di allargarla a una quarta gamba. Ovvero, a quella galassia di partiti e movimenti centristi utili ad estendere i confini dello schieramento progressista che va, però, organizzata.
La partita centrista
Per uno che ama dare le carte e che ha più volte dimostrato di voler essere il regista del campo largo, non deve essere stato gratificante costatare il tentativo della “sinistra-sinistra” di farla da padrone in casa sua. In quel centro costellato di diverse piccole realtà, dove pure si gioca una partita per la leadership. L’organizzazione di quest’area, moderata e riformista, ce la gestiamo noi che ne facciamo parte, è il succo del ragionamento dell’ex presidente del Consiglio. “Semplice, no?”, aggiunge. In realtà proprio semplice non è. Perché dagli equilibri tra le forze centriste dipenderanno quelli di tutta la coalizione che sarà chiamata a sfidare il centrodestra alle prossime politiche. Di conseguenza, anche l’assetto del campo progressista ne sarà influenzato. E non è un mistero per nessuno che tra Renzi e Conte, le cui pulsioni di tornare a Palazzo Chigi sono tutt’altro che tramontate e che punta a sfruttare l’ingresso dei 5 Stelle in uno schieramento di centrosinistra per raggiungere l’obiettivo, non corra buon sangue.
L’alleanza di sinistra e i veti su Renzi
Non a caso il leader pentastellato è il più attivo nel tentare di ridimensionare quello di Italia Viva. Che, a sua volta, non lo sosterrebbe mai e poi mai nella partita per la leadership del centrosinistra. Figurarsi come candidato premier. Non stupisce, quindi, che Renzi indirizzi le sue bordate proprio a Conte. Sostenendo, senza mai citarlo, che “se qualcuno – come in Liguria – vorrà mettere il veto su di noi dovrà dirlo e spiegarlo ai cittadini” e accusandolo di fare opposizione agli alleati. Parole che suonano non solamente come una reazione, ma come un vero e proprio attacco. Che però si pone perfettamente in scia al “testardamente unitari” di Elly Schlein.
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