Le limature della magioranza e gli stravolgimenti dell’opposizione sulla riforma elettorale
Sono 771 gli emendamenti presentati alla proposta di riforma della legge elettorale in commissione Affari costituzionali alla Camera. Quelli della maggioranza sono poco più di una manciata. All’incirca una decina, compresi quelli a sola firma di esponenti di Noi Moderati e di Lorenzo Cesa dell’Udc, tra i quali ce n’è uno per introdurre le preferenze. Quattro invece sono quelli – sottoscritti da tutti i partiti della coalizione – che il centrodestra ha depositato come ulteriore limatura tecnica al testo bis della nuova legge elettorale. La prima proposta di modifica prevede l’obbligo della doppia candidatura per chi entra a far parte delle liste circoscrizionali con le quali si assegna il premio di maggioranza. In sostanza, chi è ricompreso nei listini che scatterebbero per la coalizione che raggiunge il 42% dei consensi deve obbligatoriamente essere candidato anche in almeno un collegio plurinominale.
Le limature del centrodestra
Un altro emendamento specifica poi che il premio è assegnato attraverso i listini circoscrizionali. La terza proposta riguarda invece il tema dell’indicazione del candidato premier al momento della presentazione delle liste e dei programmi. Viene precisato che, nonostante l’obbligo, sono fatte salve le prerogative del Presidente della Repubblica e le prescrizioni della Costituzione. In pratica, a quello che vuole essere un vincolo politico per i partiti non ne segue uno istituzionale circa la nomina del Presidente del Consiglio. La sua designazione resta appannaggio del Capo dello Stato, non essendo stato modificato il dettato costituzionale. Infine, come annunciato, il centrodestra è intervenuto per fare in modo che anche i voti espressi in Trentino e Valle D’Aosta entrino a far parte del computo per l’attribuzione del premio di maggioranza.
Le proposte dell’opposizione
Tutti gli altri emendamenti sono invece stati presentati dall’opposizione. Circa una metà sono a firma di tutte le forze di minoranza con l’esclusione di Azione. Dentro c’è di tutto e di più. Al di là delle proposte di soppressione delle singole previsioni della proposta del centrodestra, alcuni testi prevedono una completa riscrittura del provvedimento. Altri invece attengono a singole questioni. Come il voto dei fuori sede, una più elevata soglia di sbarramento, la possibilità di raccogliere digitalmente le firme per la presentazione delle liste. Ma anche differenti modalità per l’assegnazione del premio di maggioranza o la sua eliminazione.
Riforma elettorale e parità di genere
Depositato anche l’emendamento di Futuro Nazionale per introdurre le preferenze e confermato l’impegno di Fratelli d’Italia di presentare un’analoga misura, ma solo quando il provvedimento passerà all’esame dell’Aula di Montecitorio. Non mancano poi proposte per meglio garantire la parità di genere. Sia per quanto attiene le percentuali di candidati di ciascun sesso da mettere in lista che l’alternanza uomo-donna. Fino a ieri sarebbero state forse considerate ormai superflue. Ma dopo le parole del pentastellato Silvestri, che ha accusato la premier di aver utilizzato le ginocchiere nei rapporti con gli alleati, occorre evidentemente ricredersi.
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