Sciopero alla Scala di Milano, salta la prima del Faust
Le ragioni della protesta di lavoratori e maestranze, il nodo del carovita
Al Teatro Alla Scala di Milano c’è lo sciopero: salta la prima. Niente Faust, questa sera, per gli appassionati melomani milanesi. Che dovranno riporre smoking e tailleurs negli armadi. A loro toccherà attendere ancora per poter assistere allo spettacolo che avrebbe dovuto aprire la stagione culturale in città. Le trattative non hanno portato alla fumata bianca. E i lavoratori del teatro hanno deciso di incrociare le braccia per tutta la giornata di oggi. Sciopero, in ogni reparto. E tanti saluti a Charles Gounod e al suo Faust.
Sciopero alla Scala, salta la prima del Faust di stasera
La decisione è arrivata nei giorni scorsi all’esito del confronto, rivelatosi un buco nell’acqua, tra i sindacati e il sovrintendente Fortunato Ortombrina. I sindacati di Cgil, Cisl, Fials e Uil hanno confermato lo sciopero e nonostante gli sherpa fossero in contatto per tentare una composizione dell’ultimo minuto, le trattative non sono decollate. Insomma, le maestranze, i musicisti e i lavoratori del Teatro Alla Scala hanno confermato l’agitazione e questa sera se ne rimarranno in sciopero, con le braccia consente.
Tutto fermo, si agita solo la protesta
Al centro della polemica, anzi dello scontro, ci sono le rivendicazioni dei lavoratori. Che chiedono salari in grado di resistere all’inflazione che galoppa, a briglie sciolte, ormai già da un bel po’. L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere un incremento del 15 per cento sulla retribuzione annua lorda a cui aggiungere un meccanismo di adeguamento all’indice dei prezzi. Tutto per difendere le retribuzioni dai rincari e dal carovita. L’offerta giunta sul tavolo dei sindacati, però, non è stata all’altezza delle richieste. Il rinnovo dei contratti è fermo alla pandemia e l’unico rinnovo successivo è valso un recupero in termini di paga solo del 5 per cento. Troppo poco. Per questo anche al Teatro alla Scala stasera c’è sciopero.
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