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Scuola, l’Italia ha un anno lungo ma vacanze estive tra le più estese

Secondo i dati Ocse gli altri paesi preferiscono fare più pause, ma brevi

di Alida Germani -


Circa 200 giorni di lezione all’anno: l’Italia è tra i Paesi con il calendario scolastico più lungo, anche se non è il Paese dove gli studenti stanno più ore sui banchi. Secondo i dati Ocse, i giorni di insegnamento sono in media 183 nella primaria e 184 nella secondaria.

L’Italia si colloca dunque al di sopra della media, ma il confronto internazionale racconta una realtà più articolata. Germania, Regno Unito e Corea del Sud si attestano intorno ai 190 giorni, il Giappone arriva a circa 202, mentre Francia e Spagna ne prevedono rispettivamente circa 180 e 176. La vera peculiarità italiana, però, non riguarda tanto la quantità complessiva quanto il modo in cui l’anno scolastico è organizzato.

In Italia le lezioni si concentrano tra settembre e giugno, lasciando spazio a una pausa estiva di circa tre mesi. In molti altri Paesi le vacanze estive sono più brevi, ma le interruzioni vengono distribuite maggiormente durante l’anno. In Germania, per esempio, alle circa sei settimane estive si aggiungono diverse pause autunnali e primaverili. Anche in Francia il calendario prevede più periodi di vacanza nel corso dell’anno.

Il paradosso italiano è quindi solo apparente: più giorni di scuola, ma una pausa estiva più lunga. A determinarlo è anche la durata delle giornate scolastiche. L’orario settimanale varia in base al grado di istruzione e al modello scelto: nella primaria può andare dalle 24 alle 40 ore, mentre nella secondaria di primo grado è generalmente di 30. Nel complesso, le ore annuali di lezione degli studenti italiani risultano sostanzialmente in linea con i valori medi internazionali.

La differenza con gli altri paesi

La differenza, dunque, è soprattutto nella distribuzione. L’Italia concentra una quota consistente delle vacanze nei mesi estivi, mentre altri sistemi preferiscono spezzare maggiormente l’anno scolastico.

Perché? Le ragioni sono diverse: una tradizione storicamente legata al calendario agricolo, abitudini familiari consolidate, l’organizzazione delle ferie e, non ultimo, il clima. A questo si aggiunge il fatto che il calendario scolastico è in larga parte definito a livello regionale, rendendo più complessa una riforma uniforme.

Dire che l’Italia ha “troppi giorni di scuola” è quindi una semplificazione. Il calendario italiano è lungo nel numero dei giorni, ma non necessariamente nelle ore complessive di lezione. Il vero confronto internazionale riguarda piuttosto come distribuire scuola, riposo e vacanze durante l’anno. Ed è su questo equilibrio che il dibattito, ogni estate, torna puntualmente a riaccendersi.

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