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Attualità

Sicurezza sulle strade, uomo e intelligenza artificiale insieme in direzione della “Vision Zero”

di Marco Montini -


Nonostante decenni di campagne di sensibilizzazione e norme via via più rigorose, sulle strade italiane si continua a morire. Ogni anno migliaia di incidenti restituiscono l’immagine di un Paese che, pur consapevole dei rischi, non riesce a interrompere del tutto la catena di distrazioni, imprudenze e comportamenti critici che alimentano la sinistrosità, unitamente a infrastrutture stradali spesso da riqualificare e pericolose. In questo contesto complesso e delicato si affaccia però una nuova protagonista, destinata a ridefinire il modo in cui concepiamo la sicurezza stradale: l’intelligenza artificiale.

IA in strada

Dalla capacità di leggere in tempo reale ciò che accade lungo la rete viaria alla possibilità di prevedere situazioni potenzialmente pericolose, fino ai sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione, l’IA promette di integrare e potenziare l’intervento umano. L’obiettivo non è soltanto contenere il numero dei sinistri, ma inaugurare – si spera – una stagione in cui tecnologia e responsabilità collettiva collaborano per rendere le nostre strade davvero più sicure: in direzione di una auspicabile Vision Zero, cioè zero morti e feriti sull’asfalto. Ma andiamo per gradi e partiamo dal quadro viario attuale, dai numeri.

Le stime dell’Istat sulla sicurezza stradale

Secondo le stime preliminari dell’Istat, ad esempio, nel semestre gennaio-giugno 2025 si registra, rispetto allo stesso periodo del 2024, una diminuzione del numero di incidenti stradali con lesioni a persone (82.344; -1,3%), dei feriti (111.090; -1,2%) e, più consistente, delle vittime entro il trentesimo giorno (1.310; -6,8%). Mentre, nel confronto con i primi sei mesi del 2019 – anno di riferimento scelto dalla Commissione Europea per il programma “Road Safety Policy Framework 2021-2030”, che fissa come obiettivo intermedio la riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi entro il 2030 – si registra un calo contenuto degli incidenti stradali (-1,5%) e dei feriti (-5,0%) e una riduzione più marcata dei decessi (-14,6%).

La diminuzione delle vittime registrata nel primo semestre del 2025 rappresenta un progresso verso il raggiungimento degli obiettivi europei, sebbene il percorso da compiere resti ancora impegnativo. Rispetto al primo semestre del 2024, nel 2025 le vittime aumentano però sulle autostrade (+4,4%), mostrando una dinamica opposta, seppur più moderata, rispetto alla diminuzione che si osserva per il numero di vittime sulle strade urbane (-8,4%) e su quelle extraurbane (-7,1%). Tuttavia, rispetto ai primi sei mesi del 2019, il numero di vittime sulle autostrade risulta inferiore del -33,4%, a fronte di diminuzioni più contenute sia per le strade extraurbane (-12,4%) sia per quelle urbane (-12,2%). Insomma negli ultimi 6 anni sulle arterie nazionali si muore un po’ meno.

Come ampliare questo trend?

Spunti interessanti arrivano dal Rapporto DEKRA sulla Sicurezza Stradale 2025 “L’evoluzione della mobilità nel tempo”, presentato a novembre alla Camera. Nel report si evidenzia come la mobilità abbia avuto una trasformazione senza precedenti: si è passati dalle prime automobili ai veicoli automatizzati, dal traffico locale alle reti globali. L’essere umano al volante rimane l’elemento che ha la maggiore influenza sulla prevenzione degli incidenti, e ciò anche grazie all’ausilio di numerosi sistemi di assistenza alla guida.

La realtà che vorremmo

Dunque, in futuro la vision zero è davvero possibile? Toni Purcaro, Presidente di DEKRA Italia ha spiegato in tempi non sospetti: “La ‘Vision Zero’ è una strategia ambiziosa, ma realistica. La riduzione delle vittime della strada è un risultato che si può raggiungere se istituzioni, aziende e utenti finali condividono un impegno comune, in un approccio ampio e sistemico.

Il rapporto Dekra

Come evidenziato nel Rapporto DEKRA 2025, la Sicurezza Stradale non dipende da una singola misura, ma da un insieme coordinato di azioni, capace di fare affidamento su infrastrutture più sicure, comportamenti responsabili e una gestione consapevole del progresso tecnologico. I veicoli di nuova generazione offrono straordinarie opportunità, grazie a evoluti sistemi di assistenza alla guida e all’automazione. Si tratta di tecnologie che, tuttavia, devono essere gestite in modo ottimale, affinché l’innovazione diventi davvero uno strumento di prevenzione e non una fonte di distrazione. È su questa sinergia tra tecnologia, formazione e responsabilità condivisa che si gioca il futuro della mobilità sicura e sostenibile”.


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