Skipass caro? Rimborsi per 30 milioni ma…
Ad Assoutenti non piace la proposta fatta da Dolomiti Superski all'Antitrust per chiudere l'istruttoria perché...
Caso Antitrust / Dolomiti Superski: la notizia dei rimborsi da 30 milioni per gli skipass nasconde più di una spiegazione e qualche insidia.
Caso Antitrust / Dolomiti Superski
Il settore del turismo invernale italiano a una svolta senza precedenti nei comprensori di Bolzano, Trento e Belluno? Così sembra. Il Federconsorzio Dolomiti Superski, insieme ai 12 consorzi associati, ha presentato all’Antitrust un pacchetto di impegni e rimborsi per circa 30 milioni di euro.
L’obiettivo è chiudere rapidamente l’istruttoria avviata per una presunta intesa restrittiva della concorrenza sui prezzi degli skipass.
L’Antitrust contestava infatti il coordinamento tariffario tra i vari consorzi di zona e i limiti alla vendita dei titoli di viaggio tramite soggetti terzi.
Rimborsi per 30 milioni: ma quanto ad ogni sciatore?
Le proposte avanzate dai giganti dello sci puntano a garantire una maggiore autonomia tariffaria ai singoli consorzi. Per risolvere il contenzioso, introdotta una politica di indennizzi destinata agli sciatori delle stagioni recenti.
Nel dettaglio, chi ha acquistato skipass vallivi giornalieri o plurigiornalieri nelle stagioni 2022/23, 2023/24 e 2024/25 potrà beneficiare di rimborsi o sconti.
Il piano prevede però solo due opzioni. O un rimborso monetario diretto del 20% della spesa sostenuta o uno sconto del 30% su acquisti futuri.
Le critiche di Assoutenti: indennizzi sotto la lente
Nonostante la cifra imponente messa sul tavolo, Assoutenti ha espresso forti dubbi sulla reale efficacia di queste misure.
Il presidente Gabriele Melluso ha sottolineato come l’azione dell’Antitrust sia nata proprio dalle denunce dell’associazione.
La proposta attuale è vista come un tentativo strategico di evitare una maxi-multa dell’Autorità, piuttosto che come un ristoro equo.
La ripartizione dei fondi….
Le critiche si concentrano sulla ripartizione dei fondi. Dei 30 milioni totali, ben 18 milioni sono destinati esclusivamente a chi sceglierà i voucher per futuri acquisti.
In questo modo, gran parte della cifra rimarrebbe all’interno dei consorzi stessi. Inoltre, Assoutenti boccia la disparità tra il rimborso in denaro (20%) e quello in voucher (30%).
Preoccupa anche il limite temporale: il fondo di 12 milioni di euro per i rimborsi in denaro sarà valido solo fino a esaurimento risorse, premiando “chi arriva prima”.
Cosa succederà ora?
Il futuro delle tariffe sciistiche dipenderà ora dalla valutazione finale dell’Antitrust. L’Autorità dovrà decidere se accettare gli impegni del Federconsorzio o se procedere con sanzioni più severe.
Se approvato, il piano porterebbe a una vera rivoluzione commerciale con l’eliminazione del coordinamento sui prezzi tra i consorzi di valle. Gli sciatori attendono istruzioni sulle modalità operative per richiedere gli indennizzi, ma la strada rimane in salita per chi spera in un ritorno immediato di liquidità.
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