Stabilicum o la catena, sovranità popolare o cooptazione europeista
Le simulazioni di Youtrend pubblicate dal Corriere della Sera svelano un’Italia spaccata politicamente a metà. Lo 0,1% di scarto può ribaltare il destino della nazione.
Il Campo largo si attesta al 45,1% contro il 45% del centrodestra. Contando che, tutti i sondaggi che si rispettano hanno un margine di errore di due punti, praticamente bisogna lanciare la monetina.
Un equilibrio perfetto che, con l’attuale Rosatellum, condurrebbe ad un pareggio paralizzante, con 200 seggi alla Camera per l’opposizione contro i 179 della maggioranza uscente. E al Senato i numeri si potrebbero addirittura ribaltare in favore dell’attuale maggioranza. L’ingovernabilità.
Ma è proprio in questa palude che prosperano le forze interessate a mantenere lo stallo. Le condizioni sono propizie per un’area centrista che vede nel pareggio l’occasione per tornare determinante.
La destra necessita dei voti sovranisti di Vannacci, mentre la sinistra si aggrappa al massimalismo dei 5 Stelle. Due cose che spaventano Bruxelles.
Però il vero timore del sistema è una vittoria netta che permetta di eleggere un Presidente della Repubblica non allineato ai desiderata internazionali. Per i garanti del sistema, il garante va scelto tra chi è ritenuto affidabile dalle cancellerie europee.
Lo Stabilicum, con il suo premio di maggioranza di 70 seggi, darebbe governabilità. Chiunque vinca, anche per un solo decimale, otterrebbe una forza d’urto enorme, 216 seggi contro 146 alla Camera. Darebbe la possibilità di governare anche a chi vince di pochissimi voti. Rendendo molto improbabile la possibilità di ribaltare la scelta degli elettori.
Questo premio darebbe governabilità, guastando le feste ad un centro inteso come luogo equivoco, pronto a governare oltre la volontà degli elettori. Un sistema disposto a silenziare la sovranità popolare pur di compiacere poteri transnazionali, pronti a porre veti su ministri non graditi a Bruxelles. Un’area che dovrebbe mettere un nuovo garante di questo status quo.
Praticamente i relatori dello Stabilicum, non temono la dittatura, Ma il ritorno della sovranità al corpo elettorale. Ma dire questo sarebbe estremamente impopolare…
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