Cresce il Sud delle Pmi ma resta il nodo competenze
Salgono fatturato e stime di crescita insieme alla voglia di assumere ma energia e mismatch fanno paura
Il Sud cresce e questo l’abbiamo capito, il nodo è capire come lo fa: secondo l’Osservatorio Pmi Sud di Unicredit, realizzato in collaborazione con Svimez e Confindustria Campania Piccola Industria, la crescita è solida sia in termini di fatturato che di produzione, da ciò ne deriva anche l’idea che, da qui ai prossimi tempi, si potrà continuare ad assumere. I numeri parlano chiaro. Su un campione di 707 imprese inquadrate in ben undici filiere produttive differenti, emerge che il 54,3% delle imprese registra un aumento del fatturato negli ultimi dodici mesi, il 50,4% prevede una crescita della produzione e il 51,9% si attende un incremento degli addetti. Insomma, un’azienda meridionale su due fattura di più, cresce nella produzione e si dice disposta ad assumere.
Il Sud delle pmi in numeri
I dati, però, vanno letti. E rivelano che tra le imprese con almeno cinquanta dipendenti, l’aumento del fatturato e delle aspettative di produzione aumentano rispettivamente del 61,5% e del 62,3%. Ancora più alta, dunque, la percentuale di chi vuole assumere: 63,8%. Tuttavia, c’è un rovescio della medaglia. E riguarda proprio il tema del lavoro. O, meglio ancora, delle competenze. La preoccupazione e il mancato incontro di domanda e offerta di impiego è argomento che affligge addirittura il 26,6 per cento delle piccole e medie imprese meridionali. Il picco del mismatch si riscontra nel comparto delle costruzioni e si trasforma in una vera e propria penuria di competenze che penalizza più di un’azienda su tre, raggiungendo la quota elevatissima del 38,3%.
Il nodo competenze e quello energia
Un bel problema, per il settore che rischia di segnare il passo proprio quando, con la fine del Pnrr, si dovrebbe trovare nuovo smalto per continuare a crescere. Resta, chiaramente, il tema dell’energia a non far dormire sonni tranquilli agli imprenditori. I costi e l’ottovolante delle bollette diventa un problema per il 27,6 per cento delle pmi. Accanto all’energia, naturalmente, c’è il grande tema dei rincari che già hanno contagiato pure le materie prime. Solo il 12,2% delle imprese denuncia una contrazione degli ordini. È sempre tanto, troppo. Meno, però, di quanto ci si potesse attendere in un’epoca di crisi come questa.
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Hitech e automotive volano
Forse un po’ a sorpresa, il comparto automotive risulta tra i più performativi. Addirittura il 65% delle pmi dell’indotto brinda a produzioni maggiori e il 61,8% ha assunto o assumerà nuovi addetti. In testa a tutti, in termini di clima favorevole, restano le imprese della filiera tech: addirittura il 73,1% ha visto lievitare il suo fatturato e poco meno del 77% (in pratica due imprese su tre) cercano nuovi dipendenti. A patto di trovarne.
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