L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

La verità che smentisce Trump. Otto tentativi di suicidio sulla Lincoln

La lettera del segretario ad interim della Marina Usa conferma ciò che la Casa Bianca aveva negato

di Ernesto Ferrante -


La Marina degli Stati Uniti ha ammesso ufficialmente che otto marinai della portaerei Uss Abraham Lincoln hanno tentato il suicidio durante il lunghissimo dispiegamento in Medio Oriente. La conferma arriva da una lettera del segretario ad interim della Marina, Hung Cao, visionata dall’Afp e inviata alla senatrice democratica Kirsten Gillibrand, che da mesi chiedeva chiarimenti sulle condizioni di vita a bordo.

Si tratta di un’ammissione pesante, che contraddice apertamente le rassicurazioni fornite nei mesi scorsi dalla Casa Bianca e dal Pentagono. “Dall’inizio del dispiegamento della Lincoln, si sono verificati complessivamente otto tentativi di suicidio all’interno del gruppo d’attacco”, scrive Cao. “Non si sono verificati suicidi a bordo”, precisa, ma il quadro resta gravissimo.

Cadute in mare, interventi d’emergenza, equipaggio allo stremo

La lettera fornisce dettagli che confermano una situazione di stress operativo e psicologico fuori scala. Un marinaio assegnato a un’unità aerea è “caduto fuori bordo” ad agosto, recuperato in extremis da un elicottero di soccorso e poi sbarcato per cure urgenti. Un altro militare aveva tentato il suicidio a marzo, fermato dai commilitoni.

La Lincoln aveva lasciato la California nel novembre 2025 per operare nel Mar Cinese Meridionale, prima di essere dirottata nel Medio Oriente in concomitanza con l’escalation militare statunitense e israeliana contro l’Iran. Ben 286 giorni in mare. Un record operativo che ha trasformato la nave in un ambiente insostenibile.

Allarmi ignorati. Le smentite di Trump e del Pentagono

Già ad agosto, familiari di militari e alcuni parlamentari avevano denunciato carenze di cibo, condizioni igieniche precarie, turni massacranti e un morale in caduta libera. Le testimonianze raccolte da media statunitensi, tra cui Military Times e Navy Times, che da mesi documentano la crisi di salute mentale nelle forze navali, parlavano di equipaggi “al limite”.

Ma il presidente Donald Trump aveva respinto le accuse, definendole esagerate o politicamente motivate. Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva sostenuto che la situazione fosse stata “riportata in modo fuorviante”. Le nuove rivelazioni della Marina, però, smentiscono in modo netto la narrativa della Casa Bianca. Non si trattava di allarmismi, ma di una crisi reale, documentata e ora certificata dai vertici militari.

Una verità che pesa sulla leadership politica

La vicenda della Lincoln si inserisce in un quadro più ampio. Secondo analisi pubblicate da Associated Press e Washington Post, la Marina Usa sta affrontando un aumento significativo di problemi di salute mentale, aggravati da dispiegamenti sempre più lunghi e da condizioni operative estreme.

La missiva di Hung Cao, oggi, non è solo un atto di trasparenza, ma una sconfessione diretta delle minimizzazioni di Trump e del Pentagono, che avevano negato ciò che ora appare incontrovertibile. La crisi della Lincoln è il sintomo di una tensione crescente nelle forze armate americane. E il fatto che la verità emerga solo ora, dopo mesi di smentite ufficiali, solleva interrogativi pesanti sulla gestione politica e comunicativa della guerra in Medio Oriente.

Leggi tutte lenews di Esteri


Torna alle notizie in home