La Ferrar Ferrari Testarossa Spider di Gianni Agnelli aveva già la targa personalizzata
La targa unica dell’avvocato che sfidò le leggi italiane già nel 1986
@ANSAfoto
Il mondo dell’automobile custodisce storie straordinarie. Tra queste spicca un episodio davvero speciale. Risale al lontano 1986. Protagonista assoluto è Gianni Agnelli. L’allora presidente della Fiat volle festeggiare un traguardo unico. Celebrò infatti venti anni di presidenza. Per l’occasione commissionò un modello speciale. Chiese una Ferrari Testarossa Spider su misura. Questo capolavoro fu realizzato da Pininfarina. Rimane ancora oggi un esemplare leggendario. L’auto nascondeva un dettaglio clamoroso. Riguardava la sua immatricolazione ufficiale.
La targa personalizzata che violava le regole
In quegli anni le norme italiane erano chiarissime. La personalizzazione delle targhe risultava severamente vietata. Tutti i cittadini ricevevano codici sequenziali. La Motorizzazione Civile assegnava le combinazioni. L’Avvocato ottenne invece un’eccezione clamorosa. La sua vettura sfoggiava la targa TO 00000G. La sigla iniziale indicava Torino. La sequenza di zeri finiva con la lettera G. Questa lettera rappresentava l’iniziale di Gianni. Tale concessione dimostrò l’enorme potere del manager. Nessun altro automobilista ottenne mai simile privilegio.
Un capolavoro ricco di dettagli preziosi
La vettura vantava personalizzazioni uniche e raffinate. La carrozzeria sfoggiava il colore Argento Nürburgring. Questa sfumatura richiamava il simbolo chimico dell’argento. Gli interni presentavano un’elegante pelle blu scuro. Il celebre Cavallino Rampante posteriore fu fuso in argento massiccio. I progettisti evitarono il classico alluminio cromato. L’innovazione principale riguardava la trasmissione meccanica. I tecnici installarono un cambio idraulico speciale. Il pedale della frizione diventava elettronico e rientrante. Tale soluzione aiutava il manager a guidare. Agnelli soffriva infatti per un vecchio incidente stradale.
Un valore da record nelle aste internazionali
La vettura rimase a lungo nel lussuoso parco macchine dell’imprenditore. Successivamente passò a un noto collezionista torinese. Nel 2016 la casa d’aste Artcurial la batté a Parigi. Un acquirente la comprò per oltre un milione di euro. Questo gioiello rimane una delle vetture più iconiche. Rappresenta il fascino eterno del Made in Italy. Unisce stile e potere in un unico grande mito.
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