Teatro e Perfomance Studies
Tra i primi registi universalmente riconosciuti dalla critica accademica figurano il duca Giorgio II di Sassonia-Meiningen, soprannominato Theaterherzog “Duca del Teatro”, e Ludwik Chronegk. Il duca fondò nel 1866 la celebre compagnia di Meiningen. Venne coniato il termine di Theaterreform per indicare le riforme attuate in ambito teatrale, riforme possibili anche grazie alle risorse economiche e politiche di cui disponeva il duca. L’obiettivo dichiarato era quello di avvicinare lo spettacolo alla realtà, alla naturalezza.
Prima di allora, mancando una figura come quella del regista che facesse da collante, ogni attore era libero di portare sul palco il suo stile recitativo, i suoi costumi, il suo repertorio. La compagnia, sotto la guida del duca, proponeva una ricostruzione esatta degli eventi storici con un’uniformità di messa in scena. Un’altra grande novità fu l’introduzione delle prove. Ore e ore di prove. Per gli impresari, fino ad allora, questo era impensabile.
Le prove, se eseguite, erano generalmente di pochi giorni per via dei costi insostenibili. Invece grazie alle risorse finanziarie di Giorgio II, la compagnia di Meiningen poteva lavorare meticolosamente sul dettaglio.
Furono anche introdotti oggetti di scena reali, con cui gli attori potevano interagire.
La naturalezza, l’accuratezza della ricostruzione degli ambienti e l’importanza della fedeltà al testo hanno cambiato anche il modo di recitare degli attori che iniziavano a voltare le spalle al pubblico, coerentemente con l’azione scenica. Questi cambiamenti erano duri da accettare per gli attori esperti, abituati e appesantiti dalla tradizione. Motivo per cui il duca-regista preferiva lavorare con attori giovani e non professionisti, più inclini a seguire le sue direttive e meno rigidi.
Il sistema dei ruoli fu completamente soppresso. Il divismo attoriale divenne un pallido ricordo e tutti gli attori erano ugualmente valorizzati all’interno della compagnia grazie all’abbandono dei ruoli fissi. Non contava più il singolo ma la comunità. Un unico blocco che respirava insieme armonicamente. Tutte queste riforme sconvolsero il mondo teatrale di Meininger, ma per gli illuminati registi ciò non era ancora abbastanza.
Avevano una missione, far conoscere a tutti il loro credo teatrale. Nel maggio del 1874 esportarono la loro rivoluzione a Berlino presso il Friedrich-Wilhelmstädtisches Theater, dove misero in scena il Giulio Cesare di Shakespeare. La riforma divenne di dominio pubblico, migliaia di occhi colmi di ammirazione si posavano sulla scena uniforme, naturale ed omogenea dei Meininger. Tanto rivoluzionaria quanto semplice.
I Meininger viaggiarono in oltre 30 città europee nell’arco di 16 anni. Rappresentarono più di 2.500 spettacoli. Tutto per incantare gli spettatori, che a bocca aperta applaudivano al sogno collettivo a cui avevano appena assistito.
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