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Toyota taglia la produzione: pesa il blocco di Hormuz

La decisione colpirà soprattutto i modelli a benzina destinati ai mercati mediorientali e asiatici

di Dave Hill Cirio -


Causa stop Hormuz, Toyota Motor Corporation ridurrà la produzione all’estero di circa 83 mila veicoli entro novembre. Ampliati i tagli già annunciati nei mesi scorsi a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e delle conseguenze sul commercio internazionale.

Le tensioni globali

La decisione arriva dopo il prolungato blocco dello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più importanti al mondo per il trasporto di petrolio e merci.

Secondo il quotidiano economico Nikkei, Toyota aveva inizialmente previsto una riduzione di circa 38 mila unità tra marzo e aprile, ma il peggioramento della situazione dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran ha costretto il gruppo giapponese a rivedere ulteriormente i piani industriali.

I tagli colpiranno soprattutto i modelli a benzina destinati ai mercati mediorientali e asiatici, compresi alcuni Suv della gamma Rav4 e la serie Imv, utilizzata soprattutto nei Paesi emergenti. Toyota ha già informato fornitori e partner industriali del nuovo piano produttivo. Intanto, il rallentamento logistico continua a creare difficoltà lungo tutta la filiera automotive globale.

Stop Hormuz frena l’automotive

Lo Stretto di Hormuz rappresenta infatti un nodo strategico per il commercio mondiale. Attraverso questo corridoio marittimo transita una parte significativa del petrolio globale. La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele ha provocato forti limitazioni ai trasporti navali, facendo aumentare i costi energetici e assicurativi per le aziende. Secondo dati riportati da Reuters, ad aprile le esportazioni giapponesi di auto verso il Medio Oriente sono crollate di oltre il 90%.

Toyota aveva già ridotto la produzione in Giappone di circa 40 mila veicoli destinati al Medio Oriente nei mesi di marzo e aprile. Ora il gruppo punta a riequilibrare la produzione aumentando l’assemblaggio e l’esportazione di modelli ibridi ed elettrificati, tra cui la Toyota Prius, mentre verranno rallentate le linee dei modelli Probox e Corolla Touring a causa della domanda più debole.

Sul fronte economico, Toyota stima che la crisi in Medio Oriente possa ridurre il margine operativo di circa 670 miliardi di yen, pari a oltre 3,6 miliardi di euro. Gli analisti ritengono che eventuali nuovi aumenti del prezzo del petrolio o ulteriori blocchi commerciali potrebbero avere effetti pesanti sull’intero settore automobilistico mondiale.


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