Project Freedom, Bessent esulta: “Controlliamo Hormuz” ma l’Iran attacca gli Emirati
Doppio allarme missilistico, la denuncia di Abu Dhabi. Droni sui siti petroliferi. Intanto finisce in fiamme una nave sudcoreana nello Stretto
Donald Trump lancia Project Freedom, un’operazione aeronavale che si propone di “liberare” lo Stretto di Hormuz. Le forze armate americane sono pronte a fare la loro parte in Medio Oriente mentre Teheran avvisa Washington chiedendo, mentre studia la proposta di pace presentata dalla Casa Bianca, di “non interferire”. Intanto, il Centcom, il comando americano in Medio Oriente ha annunciato che sarà un’operazione in grande stile a cui prenderanno parte (almeno) 15mila militari.
Project Freedom: Trump vuol liberare Hormuz
Il Centcom ha riferito che non sarà un’operazione offensiva bensì difensiva. In un post su X, le forze americane dislocate in Medio Oriente riferiscono che “il supporto militare all’operazione” Project Freedom “includerà cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multidominio e 15.000 militari”. A Teheran non l’hanno presa benissimo: “Qualsiasi interferenza americana nel nuovo regime marittimo dello Stretto di Hormuz sarà considerata una violazione del cessate il fuoco. Lo Stretto di Hormuz e il Golfo persico non saranno gestiti dai post deliranti di Trump”, ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano Ebrahim Azizi.
Il post di Trump
L’annuncio del via all’operazione Project Freedom era arrivato, ancora una volta, dal suo social di Truth. Su cui Trump aveva affermato che “questo progetto denominato Project Freedom, inizierà lunedì mattina, ora del Medio Oriente. Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l’Iran e che questi colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti”. Sul fronte dei colloqui si ragiona, adesso, su un piano di pace in 14 punti. Per il momento, oltre a indicative posizioni possibiliste, un accordo appare ancora lontano. Ma The Don deve far presto: gli americani sono stufi dell’escalation in Medio Oriente.
L’Iran minaccia: “Pronti a tutto per Hormuz”
I militari in Iran si preparano a tutto pur di difendere Hormuz. “Abbiamo ripetutamente affermato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz è nelle mani delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran e che qualsiasi passaggio e navigazione sicura, in qualsiasi situazione, avverrà in coordinamento con le forze armate”. Così, come riporta Bbc persian, Ali Abdollahi, comandante del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya. Che aggiunge: “Qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’esercito americano invasore, verrà attaccata se tenterà di avvicinarsi e di entrare nello Stretto di Hormuz”.
“Nave Usa colpita a Hormuz”
L’Iran ha annunciato di aver colpito con due missili una nave da guerra Usa che stava entrando nello Stretto di Hormuz. Ne dà notizia l’agenzia di stampa iraniana Farsi. Secondo il cui resoconto l’imbarcazione si sarebbe allontanata dopo aver incassato i colpi. Stando a quanto denunciato dagli iraniani, la nave Usa avrebbe ignorato gli avvertimenti. Da qui l’attacco. La tensione si alza e raggiunge le stelle. Project Freedom comincia nel (peggiore) dei modi possibili.
La smentita Usa
Stando a quanto riporta Axios, gli Usa avrebbero seccamente smentito che una nave americana sia stata colpita dai missili iraniani nello Stretto di Hormuz. Il giornale riferisce di aver ottenuto queste notizie da un alto funzionario Usa. Che, proprio nel giorno in cui Trump ha lanciato l’avvio di Project Freedom, s’è trovato a smentire l’attacco a un’imbarcazione da guerra americana. La tensione rimane altissima e gli sviluppi sono attesi di minuto in minuto. Anche Centcom ha smentito che imbarcazioni americane siano state colpite da missili iraniani.
Axios: ora Usa cambiano regole d’ingaggio
Con Project Freedom cambieranno le regole d’ingaggio per le navi e le forze armate americane nell’area dello Stretto di Hormuz. “Un alto funzionario americano ha dichiarato che le regole di ingaggio per le forze statunitensi nella regione sono state modificate e che è stato loro concesso di attaccare le minacce immediate contro le navi che attraversano lo stretto, come ad esempio i motoscafi delle Guardie Rivoluzionarie o le postazioni missilistiche iraniane”. Lo ha scritto su X il corrispondente di Axios per gli affari esteri Barack Ravid.
Bessent e il controllo sullo Stretto di Hormuz
Il segretario americano al Tesoro Scott Bessent ha detto in un’intervista a Fox News che gli Usa hanno il controllo dello Stretto di Hormuz. “rispondono al fuoco solo quando vengono attaccate», ha aggiunto, sottolineando come quello attuale sia il «momento giusto» per i partner internazionali per intensificare la pressione sull’Iran. “Gli iraniani stanno cercando di limitare la libertà di navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti lo stanno riaprendo – ha detto Bessent – Gli iraniani non hanno il controllo dello stretto. Noi abbiamo il controllo assoluto dello stretto”. Quindi ha proseguito: “La loro economia è in caduta libera, e tutti dicono che hanno un’elevata capacità di sopportare le difficoltà. I loro soldati non avranno una grande capacità di sopportare il fatto di non essere pagati”.
Nave sudcoreana in fiamme a Hormuz
Intanto esplode, letteralmente, il caso di un possibile attacco ai danni di una nave sudcoreana nell’area dello Stretto di Hormuz. L’imbarcazione, si tratterebbe della Hmm Namu, battente bandiera panamense, sarebbe in fiamme. Le autorità di Seul stanno “verificando” la situazione. “L’ufficio per gli affari consolari sta verificando le informazioni relative a un attacco a una nave sudcoreana. Abbiamo confermato in via preliminare che non ci sono vittime tra i nostri cittadini”, hanno affermato dal Ministero sudcoreano degli Esteri. A bordo della nave ci sono 24 persone, 18 stranieri e sei sudcoreani.
Due allarmi missilistici negli Emirati
Le infrastrutture energetiche tornano nel mirino di Teheran. Stando a quanto riferito dal Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, quattro missili sarebbero stati lanciati dall’Iran. Tre intercettati e uno sarebbe, invece, finito in mare. Intanto, però, un “vasto incendio” è esploso a Fujairah dove si trova un importante sito petrolifero. Sarebbe stato causato da un attacco di droni. Già nella tarda mattinata erano stati denunciati attacchi, da parte dei droni, a una petroliera della compagnia Adnoc proprio a Hormuz. Il ministero degli Esteri aveva deplorato l’accaduto: “Prendere di mira navi commerciali e usare lo Stretto di Hormuz come mezzo di coercizione economica o ricatto costituisce un atto di pirateria da parte dei Guardiani della Rivoluzione”, e rappresenta una “minaccia diretta alla stabilità nella regione, alla sua popolazione e alla sicurezza energetica a livello globale”.
Torna alle notizie in home