Vulcano, viaggio nel cratere dell’isola che respira
Vulcano, 2 nov. (askanews) – Un sentiero di sabbia scura e rocce vulcaniche, la salita lungo il fianco del cono e poi lo spettacolo del Gran Cratere della Fossa. Dall’alto lo sguardo abbraccia il mare e le altre isole Eolie. Sul bordo del cratere, intanto, le fumarole liberano gas dal terreno, tra le rocce colorate dai depositi minerali. A Vulcano la natura continua a mostrare i segni della sua attività.
“Il vulcano è vivo, è attivo ed è parte integrante dell’isola e questo affascina molto chi arriva qua, soprattutto per la prima volta”, spiega Giuseppe Cincotta, guida ambientale escursionistica, tour operator Isole d’Italia.
Il paesaggio che si incontra durante l’escursione è il risultato di migliaia di anni di eruzioni e crolli, che hanno formato crateri e grandi depressioni del terreno, chiamate caldere. La storia geologica di Vulcano è molto più complessa di quanto possa apparire osservando il cono dalla costa. “Potremmo dire – osserva Cincotta – che è una sorta di matrioska di vulcani perché è un’isola che si è formata, come tutte le altre Eolie, non con un unico episodio eruttivo: le isole come le vediamo oggi non si sono formate in un’unica volta, in un’unica grande eruzione, ma sono il risultato di un’evoluzione caratterizzata da eruzioni, crolli, nuove eruzioni, collassi e così via”.
Il cono della Fossa si è formato negli ultimi 5.500 anni. L’ultima eruzione risale al periodo tra il 1888 e il 1890, ma l’attività fumarolica prosegue ed è costantemente monitorata dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Le condizioni possono cambiare e con esse anche le possibilità di accesso al cratere.
“Nel 2021 il vulcano ha attraversato una fase un po’ più intensa di attività con le fumarole e ci ha ricordato che dobbiamo rispettare spesso i tempi della natura. Per diversi mesi non abbiamo potuto raggiungere la cima del vulcano perché era considerato rischioso, però quell’episodio ci ha ricordato che dobbiamo avere sempre rispetto della natura, aspettare i suoi tempi”, aggiunge la guida.
Dalla cima gli escursionisti ridiscendono verso il porto, dove l’attività vulcanica si manifesta anche nell’area della Pozza dei Fanghi. Ma fermarsi alle spiagge e alle zone più frequentate significa conoscere soltanto una parte di Vulcano. I suoi sentieri permettono di scoprire come si è formata l’isola e come gli abitanti hanno imparato a convivere con la sua natura. “I panorami sono stupendi, il mare è bello, c’è tantissimo da vedere, con tante cose impattano subito per chi arriva – conclude Cincotta – però se poi uno si ferma un attimino e cerca davvero di capire cosa c’è anche poco oltre sicuramente se ne va via con un bagaglio più ricco, con una conoscenza migliore di queste isole e le apprezzerà sicuramente molto di più”.
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