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WhatsApp, arriva il parental control con PIN

Come cambia la piattaforma per i ragazzi e cosa potranno vedere davvero i genitori

di Gianluca Pascutti -


WhatsApp introduce una delle novità più attese sul fronte della sicurezza digitale dei minori. Anche in Italia arrivano i nuovi strumenti di parental control destinati agli adolescenti con più di 13 anni. L’obiettivo è offrire alle famiglie maggiori possibilità di supervisione senza compromettere la privacy delle conversazioni. La piattaforma punta così a trovare un equilibrio tra tutela dei ragazzi e libertà di utilizzo dell’applicazione.

Come funziona il nuovo parental control di WhatsApp

Il nuovo sistema può essere aggiunto a un account già esistente. Non è obbligatorio e sarà il genitore a decidere se attivarlo oppure no. La gestione delle impostazioni passa attraverso un PIN di controllo scelto dall’adulto. Se l’adolescente desidera modificare alcune opzioni protette, dovrà ottenere l’autorizzazione del genitore tramite quel codice. Si tratta di una formula già vista su altre piattaforme del gruppo Meta e ora estesa anche alla celebre app di messaggistica.

Cosa possono controllare i genitori

Le nuove funzioni permettono di intervenire su diversi aspetti dell’esperienza digitale dei ragazzi. Tra le principali possibilità troviamo la gestione della privacy del profilo, il controllo delle persone che possono vedere la foto profilo, le limitazioni per chi può aggiungere il teenager ai gruppi. E ancora le impostazioni dedicate ai Canali WhatsApp, la gestione della visibilità degli aggiornamenti di stato e il controllo di alcune funzioni legate a Meta AI. I genitori potranno inoltre ricevere notifiche in situazioni specifiche. Ad esempio, quando il figlio entra in un gruppo o lo abbandona.

Le chat restano private

Questo è probabilmente il punto che interessa di più agli utenti. Nonostante l’arrivo del parental control WhatsApp, i genitori non potranno leggere i messaggi scambiati dai figli. Nemmeno le chiamate vocali e video saranno accessibili. Le conversazioni continueranno infatti a essere protette dalla crittografia end-to-end, uno dei pilastri della piattaforma. In pratica il sistema fornisce informazioni sull’utilizzo dell’account, ma non permette di conoscere il contenuto delle comunicazioni.

Più sicurezza per gli adolescenti

Negli ultimi anni la protezione dei minori online è diventata una priorità per governi, istituzioni e aziende tecnologiche. Le piattaforme social stanno progressivamente introducendo strumenti dedicati ai più giovani. WhatsApp segue questa direzione con un modello che punta sulla collaborazione tra genitori e figli. L’idea è accompagnare i teenager verso un utilizzo più consapevole dell’app, riducendo i rischi legati ai contatti indesiderati, ai gruppi sconosciuti e all’esposizione a contenuti non adatti.

Una novità destinata a far discutere

L’arrivo del controllo parentale su WhatsApp potrebbe dividere l’opinione pubblica. Alcuni genitori lo considereranno uno strumento utile per aumentare la sicurezza digitale. Altri potrebbero temere un’eccessiva supervisione. La novità, tuttavia, mantiene un confine preciso, da una parte offre maggiori strumenti di controllo agli adulti, dall’altra preserva la riservatezza delle chat personali degli adolescenti. Un compromesso che potrebbe segnare una nuova fase nell’utilizzo di WhatsApp da parte delle famiglie italiane.

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