Iran, il conflitto si è esteso. Sbagliati i calcoli di Trump
La Nato intercetta un missile verso la Turchia
I calcoli di Donald Trump sulla guerra all’Iran si sono rivelati completamente sbagliati. Il conflitto innescato dall’attacco di Stati Uniti e Israele si è esteso e allungato, con conseguenze e reazioni a catena sfuggite alle previsioni molto parziali di tanti analisti delle “48-72” ore.
Le reazioni a catena dell’attacco all’Iran
Basta analizzare alcuni fatti avvenuti negli ultimi giorni per comprendere la complessità di un quadro dalle tinte foschissime come il cielo di Teheran per effetto dei raid israeliani su alcuni depositi petroliferi dislocati soprattutto nell’area nord-occidentale della città. L’impianto di desalinizzazione di Qeshm, la più grande isola iraniana situata nel Golfo Persico, è stato “attaccato dal territorio di un Paese vicino all’Iran”. A rivelarlo ad Al Jazeera è stato un portavoce del ministero degli Esteri iraniano. Circa 30 villaggi della zona sono rimasti senza approvvigionamento idrico. Alcuni media israeliani lo hanno attribuito agli Emirati Arabi Uniti, che hanno tuttavia negato qualsiasi coinvolgimento.
Il Kuwait ha esortato l’Iraq a “intervenire”. L’emirato è stato colpito da attacchi lanciati dalle milizie filo-iraniane che operano sul suo territorio. Un incendio è scoppiato nell’impianto petrolifero di Al Ma’ameer in Bahrein, che ha anche subito danni, dopo che i droni iraniani hanno colpito gli impianti energetici del Paese del Golfo.
Il missile iraniano verso la Turchia
La Nato ha confermato di aver intercettato un missile diretto verso la Turchia, attribuito all’Iran. “La Nato ha nuovamente intercettato un missile diretto in Turchia”, ha scritto la portavoce Allison Hart su X, aggiungendo che l’Alleanza atlantica è “pronta a difendere con fermezza tutti gli alleati da qualsiasi minaccia”. Ankara ha convocato l’ambasciatore iraniano per protestare.
Israele e Trump
Gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner hanno annullato il viaggio in Israele. La decisione su quando porre fine alla guerra in atto sarà “concordata” con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump al Times of Israel, sostenendo che la Repubblica Islamica avrebbe distrutto Israele se lui e Netanyahu non fossero intervenuti.
Il tycoon, la cui credibilità e affidabilità sono vicine allo zero, ha nuovamente respinto l’ipotesi di invio di truppe di terra statunitensi in territorio iraniano. “Non abbiamo preso ancora alcuna decisione a riguardo. Ma non siamo per nulla vicini a ciò”, ha assicurato al New York Post. Sfidando l’evidenza dei fatti, il capo della Casa Bianca, ha anche esortato gli equipaggi delle petroliere a “mostrare un po’ di coraggio” e ad attraversare lo stretto di Hormuz, perché “non c’è niente di aver paura, non hanno una Marina, abbiamo affondato tutte le loro navi”.
Mojtaba Khamenei nuova Guida suprema dell’Iran
Mojtaba Khamenei è stato eletto dall’Assemblea degli esperti nuova Guida suprema dell’Iran, nove giorni dopo l’uccisione del padre, l’ayatollah Ali Khamenei, in un attacco di Stati Uniti e Israele a Teheran. In una nota, l’Assemblea composta da 88 membri ha riferito che “l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Hosseini Khamenei è stato scelto come terzo leader del sacro sistema della Repubblica Islamica dell’Iran”. La decisione, che era nell’aria da giorni, è stata presa nonostante l’avvertimento di Trump che attraverso Abc News aveva minacciato che la prossima Guida Suprema iraniana non sarebbe durata a lungo senza l’approvazione degli Usa.
I Pasdaran hanno dichiarato la propria lealtà a Mojtaba Khamenei, dicendosi pronti “a preservare i valori della Rivoluzione Islamica e salvaguardare la preziosa eredità degli Imam della Rivoluzione, l’Imam Khomeini e l’Imam Khamenei”. Per il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, la sua designazione “è la manifestazione della volontà del popolo nella guida del Paese”.
Mattarella convoca il Consiglio supremo di difesa
Il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio supremo di difesa, al palazzo del Quirinale, per venerdì 13 marzo alle ore 10 con il seguente ordine del giorno: “La guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso”. A renderlo noto è stato il Quirinale.
Prosegue il bagno di sangue di Israele in Libano. L’ultimo bilancio dei bombardamenti di Tel Aviv è di 486 morti e 1.313 feriti.
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