L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

La contea di Los Angeles un anno dopo: l’incendio continua tra ostacoli burocratici e relazione infedele dei fatti

di Cinzia Rolli -


Abbiamo ancora negli occhi le immagini degli incendi di Los Angeles che hanno distrutto 13.000 case e provocato 31 morti. Da allora si è parlato molto di ricostruzione. La sindaca Karen Bass ha annunciato di essere impegnata al 100 % nella riedificazione, così come il governatore della California, Gavin Newsom, ha parlato dell’impegno dei suoi funzionari proteso a risolvere il problema su larga scala, affrontando codici edilizi, permessi burocratici e quanto necessario per il ripristino delle case incendiate.

Ma dopo più di un anno meno di trenta abitazioni delle 13.000 distrutte sono state ricostruite.

Jim Cragg, uno dei tanti proprietari degli immobili presenti nell’area degli incendi, ha creato un gruppo di volontari che aiuta coloro che devono rinnovare gli edifici abitativi. Egli ha dichiarato che ci vogliono mesi solo per ottenere il permesso di riedificare. E quando finalmente si ottengono i visti necessari e si inizia a costruire gli immobili, spesso si viene fermati da ostacoli burocratici.

Le scartoffie da compilare sono molte, già il solo Green Building Code, l’insieme di norme previste per ridurre l’impatto ambientale degli edifici, ha innumerevoli regole. Per esempio i garage devono essere cablati per auto elettriche, prima di edificare deve essere presentato un piano per la gestione dei rifiuti da costruzione; tutte queste normative hanno fatto in modo che molti proprietari preferissero semplicemente rinunciare alle proprie case.

Anche se il sindaco dice che l’iter burocratico è veloce, non lo è abbastanza per tutte quelle famiglie che vivono negli alberghi.

Per non parlare del fatto che ai proprietari dei lotti vuoti viene richiesto il pagamento della tassa sulla proprietà.

Secondo il cittadino di Los Angeles l’incendio è stato aggravato dalle regole ecologiche previste dalla California. Inoltre prima dell’incendio le autorità hanno svuotato un serbatoio da 117 milioni di galloni per riparazioni ritenute necessarie.

Ma ciò di cui si parla in questi giorni riguarda principalmente il rapporto sull’incendio scoppiato il  7 gennaio 2025.

Il reporter di 73 pagine contenente il resoconto completo dell’accaduto, sembra essere stato modificato.

Il sindaco Bass, sotto pressione, ha dichiarato di aver esaminato solo una bozza iniziale del documento e ha chiesto al Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Los Angeles di garantire accuratezza su questioni importanti come il meteo ed il budget. Sostiene inoltre che non ha apportato alcuna modifica al rapporto così come non lo ha fatto il suo staff.

Mentre nella bozza della relazione si afferma che il dossier è stato preparato su richiesta del sindaco, nel report definitivo manca del tutto questa informazione.

Sono state rimosse dal documento le parti che evidenziavano la decisione di non predisporre squadre e mezzi nonostante le previsioni di venti estremi, una scelta inizialmente descritta come un errore dettato da insufficienze economiche.

Nella versione definitiva della relazione le responsabilità vengono invece spostate direttamente verso il basso, ossia sui vigili del fuoco in prima linea. Avrebbero avuto problemi di comunicazione tra di loro e con i superiori per esempio. Nessuna colpa invece è attribuita al sindaco. Infatti, nonostante l’avvertimento di un fenomeno di forte vento in arrivo, Bass ha lasciato comunque gli Stati Uniti.

Nella versione finale sono state rimosse le parole vento, eventi del vento e la frase riferita agli elicotteri antincendio che non potevano essere dispiegati a causa delle condizioni meteorologiche avverse.

La descrizione degli infortuni è stata minimizzata, la difficoltà di intervenire dei pompieri modificata con espressioni che indicano un loro intervento veloce e pronto ad affrontare casi estremi di pericolo provocati dall’espandersi del fuoco.

Anche le carenze relative alle attrezzature sono state ritoccate. La bozza del documento rileva che ben quaranta mezzi erano meccanicamente indisponibili la mattina dell’incendio e che solo uno era pronto per essere usato. Il rapporto definitivo invece si apre con rassicurazioni circa la presenza di sufficienti locomotive per poi alla fine riconoscerne la carenza.

Freddy Escobar, presidente degli United Firefighters of Los Angeles City, si è detto indignato dai cambiamenti apportati al rapporto finale aggiungendo che il pubblico merita la verità. Ha affermato inoltre di aver più volte avvertito della carenza di personale e di attrezzature adeguate. “Se i vigili del fuoco hanno commesso degli errori, non nascondiamoli, ma impariamo da essi!”.

Il Battalion Chief Kenneth Cook, autore del documento, si è rifiutato di firmare la versione finale definendola “altamente poco professionale” a causa della rimozione di scoperte chiave sulle mancanze del dipartimento.

Nel gennaio 2026, Trump ha emanato un decreto esecutivo per tentare un commissariamento federale della ricostruzione, mirando a tagliare la burocrazia locale e permettere ai cittadini di ricostruire senza i permessi comunali o statali.

Il Tycoon ha più volte manifestato la sua contrarietà alle politiche ambientali della California, accusando il governatore Gavin Newsom e la sindaca Bass di aver fallito nella gestione e nell’utilizzo delle risorse idriche e forestali. È arrivato a minacciare il taglio dei fondi federali se la California non modifica le proprie leggi.

Ad oggi però il Presidente americano ha allentato la pressione, specificando che la collaborazione con i funzionari locali è migliorata e ciò non rende più necessario un controllo federale totale.

Conoscere cosa ha facilitato l’espandersi dell’incendio e il perché non è stato possibile arginarlo è importante non solo per la ricostruzione storica dei fatti e per le famiglie delle vittime ma per tutti, coinvolti e non.

Bisogna capire e studiare i fatti per evitare che gli stessi errori possano ripetersi, per poter intervenire in futuro, se necessario, con nuovi mezzi e risorse, pronti ad affrontare eventi meteorologici estremi. In America come nelle altre parti del mondo. La politica e la burocrazia non possono avere la precedenza sulle verità tecniche.


Torna alle notizie in home