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Lavoro

Dati Istat, Valsecchi (Synergie): “Occupazione record grazie a politiche attive. Fondamentale ridurre mismatch”

di Marco Montini -


Secondo i dati Istat nel quarto trimestre 2025 il numero di occupati si attesta a 24 milioni 121mila, con un aumento di 37mila unità rispetto al trimestre precedente e di 89mila su base annua. Allo stesso tempo, il tasso di occupazione nel 2025 resta stabile al 62,5% e il tasso di disoccupazione cala al 5,6%. Rimane tuttavia significativa la quota di inattività, pari al 33,7%, che evidenzia come una parte importante della popolazione sia ancora fuori dal mercato del lavoro. Ne abbiamo parlato con Marco Valsecchi, CEO di Synergie Italia, network internazionale per il lavoro che collega aziende e candidati.

Dottor Valsecchi, come giudica la fotografia scattata recentemente dall’Istat sull’andamento dell’occupazione in Italia nel quarto trimestre 2025? 

I dati diffusi dall’Istat fotografano un quadro complessivamente positivo e rappresentano un segnale incoraggiante per il mercato del lavoro. I numeri mostrano che il mercato del lavoro in Italia si sta comportando molto bene, nonostante le difficoltà che si osservano in Europa e nel resto del mondo, grazie a un sistema produttivo fatto di piccole e medie imprese che presenta eccellenze straordinarie in tutte le regioni e in tutti i settori”.

Dottor Valsecchi, quali altri elementi positivi possono essere rintracciati nei dati dell’Istituto nazionale di Statistica? 

“Inoltre, è un segnale positivo il fatto che i contratti a tempo indeterminato continuino a crescere, un risultato che passa anche attraverso il lavoro delle agenzie per il lavoro presso le quali molte persone vengono impiegate inizialmente con contratti in somministrazione per poi essere trasformate a tempo indeterminato. Come Synergie stiamo riscontrando un andamento positivo con una domanda in aumento. Naturalmente occorre mantenere flessibilità e monitorare le conseguenze economiche dei conflitti a livello internazionale”.

 A suo giudizio, quali strategie adottano le agenzie per il lavoro per accompagnare le trasformazioni in atto nel mercato del lavoro alla luce dell’attuale instabilità del contesto internazionale? 

“Le agenzie per il lavoro devono aumentare sia la spinta sia la capacità di fungere da intermediario chiave tra le politiche del lavoro e l’economia reale, operando quotidianamente con le aziende e con le scuole, in particolare con gli ITS, per contribuire a formare le persone in modo più efficace. Allo stesso tempo, le agenzie supportano i candidati in cerca di occupazione, aiutandoli a uscire dall’inattività attraverso interventi mirati e concreti. Crediamo molto nella leva delle politiche attive. Attualmente impieghiamo 150 persone in tutte le regioni, impegnate a trasformare lo svantaggio in vantaggio. Si tratta di uno strumento prezioso, che può rappresentare una naturale continuazione delle misure adottate negli ultimi anni per portare sempre più persone nel mondo lavoro”.


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