La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma dopo Ferragosto
Tutti i dati del Mimit: in autostrada il diesel sfiora i 2,2 euro al litro
I prezzi dei carburanti continuano a salire: il weekend di Ferragosto ha portato in dote il rialzo dei costi per gli automobilisti, specialmente in autostrada. Arrivano i dati del Mimit e l’osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy certifica che i prezzi sono saliti. E che la soglia dei due euro è, ormai, ben superata e in autostrada, il diesel, ormai sfiora i 2,2 euro al litro.
Mimit: i prezzi dei carburanti oggi
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha spiegato nel consueto bollettino mattutino odierno che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio del ministero, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,992 euro al litro per la benzina e 2,093 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo sale. Il costo medio per il self service è pari a 2,071 euro al litro per la benzina e si attesta a 2,170 euro al litro per il gasolio.
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Un pieno di rincari
Che sarebbe stato un Ferragosto salato per gli automobilisti era già chiaro alla vigilia. Almeno per Assoutenti che aveva profetizzato l’aumento dei listini. Rispetto al 15 agosto del 2025, il pieno di diesel è costato il 27,6 per cento in più. Per un maggiore esborso complessivo di 22,55 euro. Meno, ma pur sempre cara, la benzina. Il pieno di verde è salito del 17 per cento rispetto a un anno fa. Imponendo così agli automobilisti un aggravio di spesa pari a poco meno di quattordici euro e mezzo. “La situazione in Medio Oriente continua a pesare come un macigno sulle tasche dei consumatori, e gli interventi fin qui adottati non sono stati sufficienti ad evitare una vera e propria stangata sugli automobilisti”, aveva dichiarato il presidente, Gabriele Melluso . Per questo motivo “chiediamo al governo misure più incisive volte a calmierare sia i listini dei carburanti sia le bollette energetiche, reperendo risorse attraverso una tassazione mirata dei profitti record di società petrolifere, energetiche, banche e assicurazioni”.
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