Stati Uniti: la Corte Suprema dà il via libera al voto per corrispondenza a novembre
Bocciata la linea dura del Presidente Trump
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha bloccato in via definitiva le restrittive riforme sul voto per corrispondenza che la Casa Bianca intendeva applicare per le imminenti elezioni di metà mandato. Il verdetto d’urgenza emesso dai giudici di Washington mette fine a mesi di duri scontri legali, confermando la piena validità del sistema di voto postale così come regolato dai singoli Stati.
La motivazione respinta
La Casa Bianca, con un ricorso d’urgenza, aveva chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di ripristinare gli effetti del controverso ordine esecutivo firmato da Donald Trump, con lo scopo di imporre severe restrizioni burocratiche sulle spedizioni postali nazionali a ridosso dell’apertura delle urne a novembre.
Ma la richiesta del governo è stata respinta con una motivazione netta: per i giudici è “altamente improbabile” che la tesi della Casa Bianca possa prevalere nel corso del processo. La decisione è stata presa grazie a una maggioranza trasversale formata dai giudici progressisti e da quattro conservatori, tra cui il presidente John Roberts.
Solo due giudici ultraconservatori, Samuel Alito e Clarence Thomas, hanno votato a favore delle restrizioni di Trump.
L’Alta Corte ha così convalidato il blocco già imposto dal giudice federale del Massachusetts, Indira Talwani, confermando che il piano restrittivo della White House era “incostituzionale” e del tutto impraticabile a ridosso della campagna elettorale. Il governo puntava ad imporre severe restrizioni burocratiche sul servizio postale nazionale obbligando gli Stati a centralizzare le liste degli elettori e a inserire specifici codici a barre sulle buste delle schede.
Ma a ridosso dalle elezioni di novembre un cambiamento di tale portata avrebbe generato una grande confusione privando del diritto di voto migliaia di cittadini.
Trump non indietreggia
La macchina organizzativa è infatti già partita: in Stati chiave per l’esito delle urne, come North Carolina, Wisconsin e Alabama, l’invio delle schede cartacee per corrispondenza è ufficialmente cominciato nei primi giorni di settembre. In diverse contee la macchina è così avanti che molti cittadini hanno già ricevuto, compilato e rispedito indietro il proprio voto. I procuratori generali di 24 Stati democratici e le opposizioni hanno festeggiato la decisione della Corte, considerata un successo fondamentale per evitare il caos alle urne.
Resta invece di parere opposto Donald Trump, che difende strenuamente il suo ordine esecutivo e ribadisce l’accusa secondo cui il voto postale faciliterebbe irregolarità e frodi di massa. Il Presidente statunitense ha infatti dichiarato che la Corte “ha deluso l’America” e si è fatta “intimidire dai Democratici”.
Il prossimo voto di novembre
Blindando il voto di novembre, il massimo tribunale americano ha scelto di tutelare la stabilità istituzionale e la certezza del diritto, disinnescando il rischio di ricorsi di massa e contestazioni preventive. La tornata elettorale statunitense può così procedere, affidando la parola finale unicamente agli elettori.
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