Gli Stati Uniti valutano il ritiro dall’Europa ma stringono il legame con la Polonia
Washington ricalibra la propria postura strategica nel continente mentre Varsavia tenta di blindare il legame militare
L’amministrazione statunitense ha avviato una revisione formale della propria presenza militare in Europa. Un processo che, secondo NBC, potrebbe tradursi in una riduzione fino a 25mila soldati, circa un terzo dell’intero contingente americano nel continente. Una cifra che circola anche tra gli analisti di Axios, dove la mossa viene letta come parte di una strategia più ampia. Washington vuole meno dipendenza europea e più responsabilità diretta degli alleati.
La notizia ha immediatamente alimentato timori nelle capitali europee, già alle prese con una guerra in Ucraina che ha trasformato la geografia della sicurezza. Ma la Polonia non si rassegna all’idea di un’Europa con meno Stati Uniti.
Varsavia spinge sull’acceleratore
Mentre gli alleati temono un ridimensionamento, Varsavia va nella direzione opposta. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato di “progressi significativi” verso l’istituzione di una base militare americana permanente in Polonia, rilanciando un dossier che il governo polacco considera cruciale per blindare il proprio territorio e rafforzare il fianco orientale della Nato.
In un messaggio sui social, Trump ha ringraziato il presidente polacco Karol Nawrocki per la sua “leadership audace”, promettendo che la località della nuova base potrebbe essere annunciata “molto presto”. Un segnale politico forte, che arriva mentre la revisione strategica del Pentagono è ancora in corso.
Nawrocki ha confermato su X la volontà di procedere. “Siamo pronti a continuare i nostri sforzi per rafforzare la cooperazione in materia di difesa: seriamente, responsabilmente e sempre insieme”, ha assicurato. Varsavia, che investe circa il 5% del Pil nella difesa, più del doppio della soglia Nato, vuole offrire “la migliore collocazione possibile” per la base americana.
Un negoziato che dura da mesi
Già ad agosto il vice ministro della Difesa Pawel Zalewski aveva spiegato che la “fase iniziale del processo” era stata completata e che la volontà politica era chiara da tempo. Oggi in Polonia sono presenti quasi 10mila soldati statunitensi, ma in larga parte con rotazioni temporanee. Una base permanente cambierebbe radicalmente la postura americana sul fronte orientale.
Chi paga davvero la sicurezza europea?
Sul piano internazionale, la Casa Bianca ha criticato duramente alcuni Paesi europei che hanno rifiutato l’utilizzo delle basi Nato nelle operazioni contro l’Iran. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha minacciato di ridurre il contributo americano al bilancio dell’Alleanza se gli Stati membri non rispetteranno gli impegni assunti al vertice dell’Aia, almeno il 5% del Pil alla sicurezza entro il 2035, di cui il 3,5% alle spese strettamente militari. Alcune testate statunitensi hanno parlato di “una pressione senza precedenti” sugli alleati, parte di una strategia che mira a ridurre il peso finanziario e operativo degli Stati Uniti nella difesa europea.
La domanda che resta aperta
La questione della base in Polonia si inserisce in un quadro geopolitico segnato da tensioni crescenti. Trump e Nawrocki sembrano intenzionati a imprimere un’accelerazione. Resta da capire se la revisione strategica avviata da Washington confermerà questa linea o introdurrà nuovi elementi di cautela. In ogni caso, l’Europa non può più dare per scontata la protezione degli Stati Uniti.
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