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Politica

Per avere le elezioni anticipate non basta volerle

Per votare prima del tempo occorre aprire una crisi di governo e deve venire meno la fiducia in almeno una delle Camere. Non bastano le dimissioni del presidente del Consiglio, neanche se contestuali a quelle di tutti i ministri

di Giuseppe Ariola -


La mossa a sorpresa del governo sul bollo auto ha subito riacceso la discussione sull’eventualità di elezioni anticipate. Un dibattito, alimentato da retroscena e ricostruzioni a tratti anche fantasiose, che in realtà va avanti da tempo. Un po’ per gli ostacoli che si sono presentati sulla strada della maggioranza – su tutti la bocciatura del referendum sulla giustizia e quella delle preferenze alla Camera – e delle ripercussioni che hanno avuto sui rapporti interni al centrodestra, un po’ perché è semplicemente fisiologico. Non è una novità che più una legislatura va avanti e più se ne inizia a intravedere la fine. La febbrile attività sulla riforma del sistema elettorale e la mossa sul bollo auto, vista come una trovata in chiave propagandistica, hanno poi fatto rapidamente il resto. Al punto che nei corridoi di Camera e Senato già si parla di quando i parlamentari in carica matureranno i requisiti per la pensione.

Le voci sul voto il primavera

E i calcoli alimentano i sospetti di un voto già in primavera. A nulla sembrano quindi valere le indicazioni in senso completamente opposte giunte da tutti i leader del centrodestra. Appena all’indomani del raggiunto record di durata in carica del governo, sia Matteo Salvini che Antonio Tajani hanno infatti ribadito l’intenzione di arrivare a scadenza naturale. Indicazione giunta poco dopo anche direttamente da Giorgia Meloni. Prevedendo come la norma sul bollo auto avrebbe lasciato presagire l’avvicinarsi della data del voto, la premier ha ribadito quanto già sottolineato dai suoi vice. Eppure da più parti si insiste con la presunta volontà della maggioranza di andare a elezioni anticipate. Dall’opposizione è giunta anche la pretesa di conoscere la data del voto.

I meccanismi che regolano le elezioni anticipate

Quasi dimenticando i meccanismi che portano al rinnovo del Parlamento. Sul punto, infatti, c’è un aspetto non secondario che sembra essere stato messo in secondo piano. Per votare prima del tempo occorre aprire una crisi di governo e deve venire meno la fiducia in almeno una delle Camere. Non bastano le dimissioni del presidente del Consiglio, neanche se contestuali a quelle di tutti i ministri. Bisogna verificare se il governo uscente o uno alternativo abbiano o meno la maggioranza. E tutto questo è esclusivamente nelle mani del Presidente della Repubblica che in qualità di garante della Costituzione fa in modo che ne vengano rispettate le norme, al netto dei mal di pancia di questo o quel partito. Perché le legislature hanno una durata di cinque anni e la loro conclusione preventiva è un incidente di percorso che il Colle tende a scongiurare, non una facoltà in capo a maggioranza o opposizione.


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