Il Papa a Parigi sui migranti: “La storia non la scrivono i vincitori”
Un richiamo fermo ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare i più vulnerabili
Il Papa alla Maison Bakhita di Parigi sui migranti: «I poveri non sono una categoria sociologica, la storia non la scrivono i vincitori». Nel secondo giorno del suo viaggio apostolico in territorio francese, il Papa si è recato in visita alla Maison Bakhita, il polo della diocesi di Parigi dedicato all’accoglienza, all’integrazione e al supporto di persone esiliate e richiedenti asilo.
Il Papa a Parigi
Un appuntamento dal forte peso ecclesiale e politico, inserito in una fitta agenda parigina prima delle tappe a Lourdes e Metz.
Il discorso: dignità, integrazione e il monito sulla storia
Incontrando le famiglie dei rifugiati, i volontari e gli operatori sociali, il Santo Padre ha pronunciato un discorso incentrato sulla dignità inalienabile della persona e sul superamento della logica del rifiuto.
I poveri e la Chiesa
«I poveri per i cristiani non sono una categoria sociologica», ha affermato il pontefice, sottolineando come l’accoglienza non debba essere ridotta a un mero dossier burocratico o assistenziale.
La storia e il ruolo degli ultimi
Il Papa ha ricordato che «la storia della Chiesa e dell’umanità non è scritta da chi sembra vincere», invitando la comunità cristiana e le istituzioni europee a non cedere alla tentazione della disumanizzazione e del riarmo, ma a costruire una «civiltà dell’amore».
La figura di Santa Bakhita e il ruolo delle donne
Richiamando l’eredità della santa sudanese patrona della struttura, vittima di schiavitù e riscatto, il Vescovo di Roma ha evidenziato il contributo fondamentale delle donne e delle madri nei processi di riconciliazione, pace e coesione sociale.
Un segnale alle istituzioni dopo l’Unesco
La tappa alla Maison Bakhita — giunta poche ore dopo l’intervento del Papa dinanzi alle autorità civili all’Unesco e prima della Messa e degli appuntamenti con i giovani — riafferma la posizione della Santa Sede in merito alle politiche europee sull’asilo. Un richiamo fermo ad accogliere, proteggere, promuovere e integrare i più vulnerabili anziché erigere barriere ideologiche o fisiche.
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