Più che la Sassonia Reggio Calabria è la Caporetto di Vannacci
Nonostante il tanto rumore che ha accompagnato la campagna elettorale di Futuro nazionale il risultato si è rivelato assolutamente deludente
Dal trionfo in stile Afd in Sassonia alla disfatta di Caporetto il passo per Futuro nazionale è stato veramente breve. Nessun effetto Vannacci, dunque, a Reggio Calabria dove il centrodestra si conferma con oltre la metà dei voti. Che sono, in realtà, esageratamente pochi. L’affluenza si è infatti fermata poco al di sopra del 22% a fronte del quasi 50 registrato nel collegio alle politiche del 2022. Un primo dato che fa riflettere e non solo per l’ormai nota disaffezione al voto degli italiani. Quello che balza agli occhi, infatti, è che il partito del generale non riesce a portare alle urne tanti cittadini quanto si immaginava. Secondo i sondaggi, tra gli ipotetici elettori di Futuro nazionale ben il 40% sarebbe stato pescato dalle file del non voto. A guardare i risultati delle suppletive non sembra proprio sia così. Per il resto il generale si ferma a una percentuale più o meno in linea con le rilevazioni sulle intenzioni di voto.
La debacle di Vannacci
Ma anche in questo caso è doverosa una precisazione. Il risultato di Reggio Calabria non può essere rappresentativo di un perimetro più ampio del collegio stesso. Sia per la dimensione assolutamente locale della tornata elettorale, sia perché il candidato vannacciano soli pochi mesi era stato eletto al consiglio regionale della Calabria nella lista di Forza Italia con oltre 10mila voti. Un bottino di consenso personale che almeno in parte ha trasferito al suo nuovo partito. Nonostante il tanto rumore che ha accompagnato la campagna elettorale di Futuro nazionale il risultato si è quindi rivelato assolutamente deludente. Contrariamente a quello del centrodestra che ha eletto – con oltre il 52% dei voti – il tesoriere di Forza Italia Fabio Roscioli nel seggio lasciato vacante da Francesco Cannizzaro, neo sindaco di Reggio Calabria.
Il commento di Giorgia Meloni
I partiti di maggioranza hanno sbaragliato non solo la concorrenza del partito del generale, ma anche quella del centrosinistra che si è fermato attorno al 36%. Un risultato “che premia ancora una volta una coalizione compatta, radicata e capace di parlare ai territori”, ha commentato Giorgia Meloni. La premier di dice poi soddisfatta per aver sconfitto il “campo larghissimo delle opposizioni”. Parole che sembrano una suonata alla carica verso le prossime politiche. E che, almeno per qualche giorno, scacceranno lo spettro di un Vannacci in grado di far perdere le elezioni alla coalizione di centrodestra nella sua composizione tradizionale.
L’esultanza di Forza Italia
“Abbiamo stravinto”, è stato invece il commento, affidato ai social, del governatore azzurro della Calabria Roberto Occhiuto, spesso protagonista di un vero e proprio botta e risposta con Vannacci durante la campagna elettorale. A esultare è stato anche il segretario azzurro Antonio Tajani che pone l’accento sul ruolo di Forza Italia che con il proprio candidato avrebbe trainato l’intero centrodestra. Una puntualizzazione tesa ad allontanare sospetti e dicerie di quanti hanno vociferato di un suo scarso attivismo a sostegno di un candidato voluto dalla famiglia Berlusconi. Il centrodestra ritrova dunque vitalità in un momento fondamentale, mentre la Camera è alle prese con l’ultima lettura della riforma elettorale. Uno slancio certamente utile, almeno fino al prossimo sondaggio.
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