Il trionfo a Reggio Calabria e quel dato che Palazzo Chigi non deve ignorare
Reggio Calabria dimostra che il governo gode di ottima salute e che il centrodestra non ha rivali, quando sa mettere in campo una classe dirigente solida, capace di governare bene e radicata nel territorio, come dimostra l’eccellente lavoro del presidente Roberto Occhiuto. Il governatore piace e trascina la destra. Questo non può essere negato.
Il tanto decantato campo largo si è rivelato un fuoco di paglia, incapace di incidere davvero nonostante la mobilitazione generale.
Tuttavia, archiviare il voto delle suppletive con un’autocelebrazione acritica, per la destra, sarebbe un grave errore strategico; perché c’è un dato che merita una riflessione profonda. Il superamento della soglia del 10% di Roberto Vannacci. Per un piccolo movimento equivale a rompere la barriera del suono.
Leggiamo il dato con obiettività. La Calabria non è storicamente una terra di forte immigrazione stanziale. Il controllo sociale del territorio argina naturalmente la microcriminalità di strada, ovvero quei fenomeni di degrado urbano che vengono immediatamente percepiti dai cittadini più deboli.
Proprio per questo motivo, il risultato ottenuto dall’ex generale in un contesto geografico così impermeabile a certe tensioni assume un peso specifico rilevante. Vannacci era spogliato dei suoi cavalli di battaglia principali a Reggio Calabria!
Dalle roccaforti alle grandi città, il nodo del voto nascosto
Se una proposta politica imperniata su questi temi riesce a sfondare in doppia cifra dove il problema della sicurezza percepita è marginale, cosa accadrà quando la sfida si sposterà in città come Brescia, Verona, Firenze, Roma o Modena, dove il disagio sociale e la gestione dei flussi migratori sono fortemente percepiti?
Il campanello d’allarme per la maggioranza è duplice. Da un lato, emerge il rischio che l’elettorato conservatore più radicale o scontento trovi in questa nuova forza un punto di riferimento alternativo laddove il centrodestra non governa con la stessa efficacia dimostrata in Calabria.
Dall’altro, resta l’incognita dei sondaggi. Se la quota di chi preferisce non dichiarare apertamente il proprio voto per Vannacci fosse consistente, la sua reale forza elettorale potrebbe rivelarsi persino superiore ai già rose e i sondaggi. Parliamoci chiaro. Una buona parte di politologi è convinta che, una parte di elettori di Futuro Nazionale, abbia remora a rivelarsi. A Reggio Calabria si è visto.
Vannacci potrebbe essere davvero già a due cifre. E forse anche stabilmente.
Rendendo Vannacci un attore politico potenzialmente decisivo e scomodo per gli equilibri della coalizione. Giorgia Meloni e Palazzo Chigi possono certamente brindare alla tenuta del progetto di governo e alla debolezza degli avversari, ma la partita per il futuro richiede di guardare oltre i confini sicuri delle roccaforti tradizionali.
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