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Politica

Meloni sul Caso Regeni: “Avanti sulla verità, ma chiudere i canali con l’Egitto non aiuta”

Il governo conferma l’impegno per fare piena luce sulla morte del ricercatore italiano, ma esclude per ora una rottura dei rapporti con Il Cairo. Giorgia Meloni invita alla cautela dopo la sentenza del tribunale di Roma

di Redazione -


Dopo la sentenza sul caso di Giulio Regeni, con la condanna di tre dei quattro appartenenti agli apparati di sicurezza egiziani imputati per il sequestro del ricercatore e l’assoluzione dall’accusa di omicidio, Giorgia Meloni traccia la linea del governo. La presidente del Consiglio ribadisce la vicinanza alla famiglia e la volontà di arrivare fino in fondo. Ma ma frena sull’ipotesi di una rottura diplomatica con Il Cairo. “Voglio ovviamente rinnovare la mia vicinanza alla famiglia di Giulio Regeni e alla loro richiesta, che è anche la nostra, di verità e giustizia”, afferma Meloni. Il governo italiano è, infatti, parte civile nel processo. La premier sottolinea però la necessità di rispettare i tempi giudiziari e, allo stesso tempo, di mantenere aperto il dialogo con le autorità egiziane.

Tra giustizia e diplomazia

“Siamo in presenza di una sentenza non ancora passata in giudicato e quindi tutto andrà fatto nei modi e nei tempi in cui sarà necessario farlo”, precisa. La strategia è quindi quella di coniugare la richiesta di giustizia con la prosecuzione dell’azione diplomatica. A pesare nelle valutazioni ci sono anche altri dossier che coinvolgono cittadini italiani, tra cui quello di Nessy Guerra e della figlia, per le quali la diplomazia sta lavorando per il ritorno in Italia. Circostanze che spiegano anche la prudenza utilizzata dal ministro degli Esteri appena dopo la sentenza. E che gli è costato un durissimo attacco da parte dell’opposizione. Il vicepremier respinge le accuse e si dice “stupito dalle polemiche”. Ma, soprattutto, insiste sulla necessità di continuare a lavorare attraverso i canali diplomatici.

Cosa è cambiato con la sentenza

La decisione dei giudici ha aperto infatti una nuova fase. E non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e diplomatico. Palazzo Chigi intende quindi proseguire sulla strada del dialogo con Il Cairo, ritenendolo uno strumento necessario per raggiungere gli obiettivi italiani. Su tutti quello di appurare la verità definitivamente. Le opposizioni chiedono vorrebbero la netta condanna delle autorità egiziane, al di là del contenuto della sentenza. Ed è proprio questo ad aver reso un verdetto che rappresenta un importante passo in avanti per il caso di Giulio Regeni, ma che non mette ancora un punto definitivo, in un nuovo terreno di scontro politico sulla strategia che l’Italia dovrà adottare nei rapporti con il governo di Abdel Fattah al-Sisi.


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