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Politica

Roberto Occhiuto, il vice di Tajani che parla da leader di Forza Italia

Folta schiera di esponenti azzurri vicini alla famiglia Berlusconi alla presentazione del libro del governatore della Calabria ieri a Roma

di Giuseppe Ariola -


Il refrain è lo stesso di mesi fa. Non era scontato che il partito sopravvivesse a Berlusconi e di questo va dato atto ad Antonio Tajani. Ma “galleggiare” non basta, bisogna ridare slancio al partito. Con “proposte bandiera”, rilanciando questioni come i diritti civili a cui guardano con interesse soprattutto i giovani e anche cambiando la modalità di comunicazione. Riparte quindi da dove si era fermata l’analisi di Roberto Occhiuto su Forza Italia. Questa volta l’occasione è la presentazione del suo libro alla presenza di una folta schiera di colleghi di partito.

I presenti alla presentazione del libro di Occhiuto

Accomodati in prima fila, anche in due su una sola sedia, i ministri Casellati e Zangrillo, il viceministro Sisto, il vicepresidente della Camera Mulé, la capogruppo al Senato Craxi. Poi la deputata e segretaria di Forza Italia a Milano Cristina Rossello, Claudio Lotito e il neo eletto deputato Fabio Roscioli. Ma l’elenco dei parlamentari azzurri presenti ieri in Galleria Sordi a Roma, la maggior parte dei quali fedeli alla linea della famiglia Berlusconi, è ben più lungo. A loro si aggiungono anche esponenti di altri partiti, come Mara Carfagna e Luigi Marattin, la pasionaria Francesca Pascale e la ex forzista Maria Rosaria Rossi. Insomma, tra le parole di Occhiuto e i presenti pronti ad applaudire a ogni passaggio sulla necessità di un rilancio – per molti di un ricambio – si è avuta la conferma che la discussione interna è tutt’altro che sopita.

I malumori in Forza Italia

Il fermento c’è e si avverte. Così come il timore di finire sempre più ai margini della coalizione. Perché “Giorgia Meloni è bravissima, ha fatto cose enormi”, dice il governatore della Calabria, ma una “Forza Italia un po’ ingiallita rischia di fare ingiallire anche il centrodestra”. Usando un po’ la carota e un po’ il bastone, Occhiuto insiste sulla leadership del partito. Ricorda che dopo Berlusconi è difficile puntare su una guida carismatica, perché chiunque provasse ad assomigliargli “sarebbe una caricatura, una macchietta” del Cavaliere. Quel che occorre, invece, è “una classe dirigente che ritrovi un metodo” che parli alla gente e che mostri apertura alla modernità e ai diritti civili. Tra una bordata e l’altra il governatore poi precisa di non essere “l’anti-Tajani” ma il suo vice. Ed è in funzione di questo che chiede a Forza Italia “una politica più liberale”. Un pensiero, assicura, “molto condiviso all’interno dei gruppi” e tra la base azzurra.

Lo sguardo sul centrodestra

Sul più generale fronte del centrodestra, Occhiuto si sofferma poi sulle alleanze, ovvero sull’ipotesi dell’ingresso del partito di Vannacci in coalizione. Forte del successo appena ottenuto a Reggio Calabria, su tutti proprio contro Futuro nazionale, il governatore non ha dubbi. “Credo sarebbe un errore straordinario per il centrodestra imbarcare Vannacci a ridosso delle elezioni”, tuona sostenendo la convinzione che si debba andare al voto a scadenza naturale della legislatura “per sgonfiare il fenomeno Vannacci che più che politico sembra mediatico”. Insomma, Occhiuto si definisce quasi un gregario, ma parla da leader. E una conferma arriva anche dalla ministra Casellati che considera quella del governatore “una storia avvincente, che rappresenta un manifesto liberale riformatore sulla scia del pensiero di Silvio Berlusconi”. Più di così….


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