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Scandalo Premier League, il City presenta ricorso e c’è il rischio del caso diplomatico tra Londra e Emirati

di Maria Graziosi -


Il Manchester City non ci sta ed è pronto a scatenare una (nuova) battaglia legale contro la Premier League. Il club caro allo sceicco Mansour ha fatto sapere di aver già presentato, nella giornata di ieri, il ricorso contro il parere della Lega secondo cui la società degli Sky Blues è colpevole di tutte le 114 violazioni riscontrate nella gestione finanziaria tra il 2009 e il 2018. Una selva oscura di contratti, ufficiali e ufficiosi, giri di soldi e sponsorizzazioni sull’asse Londra-Emirati che adesso può diventare un caso internazionale.

Il Manchester City fa ricorso è bagarre con la Premier League

Il Manchester City si ritiene completamente estraneo a tutte le accuse, altro che colpevolezze e responsabilità. Una nota, ferocissima, è arrivata dalla società. È tutto un errore, secondo la lettura dei fatti che arriva dalla parte biancoceleste di Manchester. “La ferma posizione del club è che, per molteplici motivi, il parere contiene chiari errori sostanziali, di diritto, di principio e di fatto, e non è affidabile – si legge nella nota del City – Il club è innocente rispetto alle accuse formulate dalla Premier League ed esiste un ampio corpus di prove inconfutabili a sostegno di tutte le sue posizioni in relazione a questo caso”.

La FA aspetta l’evolversi degli eventi

La Football Association, in pratica l’equivalente inglese della Federcalcio, si estranea della lotta. E aspetta gli eventi. Pur pienamente consapevole delle conseguenze delle posizioni e delle pronunce finora espresse. “La decisione della Commissione indipendente ha implicazioni significative per l’integrità del gioco. Stiamo esaminando attentamente la decisione e le sue implicazioni e intraprenderemo le azioni opportune laddove necessario. Poiché i procedimenti tra la Premier League e il Manchester City sono ancora in corso, non intendiamo rilasciare ulteriori commenti in questa fase. Continueremo, tuttavia, a monitorare attentamente gli sviluppi”.

Un caso diplomatico?

Intanto il caso Manchester City rischia di far scoppiare un caso diplomatico tra Londra e gli Emirati Arabi Uniti. Già, perché al vertice del club c’è un signore che risponde al nome di Khaldoon al-Mubarak. E, tra le altre cose, è l’amministratore delegato di Mubadala, il fondo sovrano di Abu Dhabi. A suo carico, sia chiaro, non c’è alcuna accusa di illeciti personali. Ma, giusto per non farsi mancare nulla, al Mubarak è coperto dall’immunità diplomatica. Ed è praticamente, come impongono le norme internazionali, “intoccabile”. Altra benzina sul fuoco.

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