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Politica

Oggi il voto finale (e segreto) sulla legge elettorale, il nodo Consulta

L'opposizione chiede palline e urne, Fontana ribadisce: voto elettronico. Lo scontro infinito. Alle 10.30 le dichiarazioni di voto

di Redazione Web -


Ore 12.30: il terzo voto sulla legge elettorale. L’ansia cresce, a ogni minuto. Lo scontro tra le parti politiche si avvampa. L’opposizione ha rispolverato tutti i metodi della vecchia segretezza. Dalle palline fino alle urne. La presidenza della Camera dei Deputati è stata compulsata dalle richieste in tal senso. L’obiettivo delle minoranze è quello di garantire il massimo della segretezza al voto, in modo tale da sognare un nuovo colpo da kappaò capace di portare sotto la maggioranza e di mettere in ambasce il governo. Ma, su questo, non c’è spazio. Il centrodestra, e in particolare la premier Giorgia Meloni, tengono troppo a questo appuntamento. Dalle 10.30 inizieranno le dichiarazioni di voto: fuoco alle polveri.

Terzo voto sulla legge elettorale

Oggi alle 12.30 ci sarà il terzo voto sulla legge elettorale. Già piovono critiche. Perché Fontana ha rifiutato i sistemi vetusti delle minoranze. Si vota con gli strumenti elettronici. Sarà un’altra mattinata di scontri e bagattelle. Lorenzo Fontana ha fatto appello alla responsabilità di ognuno. Se la prospettiva di una bagarre in Aula è quotatissima, lo è molto meno però la possibilità che Meloni vada sotto. Lei si è già detta tranquilla, “lo sono sempre”, ha dichiarato. Intanto Riccardo Magi, che prosegue lo sciopero della fame, le ha dedicato il “caffè”.

Il patto della pasta e lenticchie (senza Elly)

Non c’è solo la legge elettorale né il terzo voto che incombe. C’è il pranzo tra le ali più radicali del campo largo. Giuseppe Conte s’è incontrato con Angelo Bonelli e poi con Nicola Fratoianni. Avrebbero discusso di tutto tranne che di “politica”. Chi ci crede? Elly Schlein non c’era. Ufficialmente perché impegnata a controbattere a Meloni in Aula su legge elettorale e sanità. Pare che attorno a un piatto di pasta e lenticchie Conte e Bonelli abbiano tenuto “un incontro di routine”. Ma il menu è stato indigesto più ai dem che hanno visto il protagonismo di Conte con sospetto.

Ma la battaglia si sposterà alla Corte Costituzionale

Non sembrano esserci margini di successo per l’azione del campo largo, nonostante i patti e le intese, rispetto al voto finale di oggi. Ma la battaglia parlamentare che può archiviarsi già entro le 13.30 di oggi, non sarà che l’inizio. Stando a voci che non sono più nemmeno tali, l’opposizione è già pronta a illustrare i ricorsi che intenderà presentare di fronte ai giudici costituzionali. Sono cinque e stando a quanto riferisce Repubblica, la Corte potrebbe decidere entro febbraio.

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