Emergenza idrica al Sud: ecco cosa accade
Emergenza idrica al Sud: il dossier Anbi rivela l’impatto del deficit di piogge e il ruolo chiave degli invasi. Il report scatta la fotografia del Mezzogiorno. Evidente il crollo delle precipitazioni fino all’80% in Puglia, Sardegna e Abruzzo. L’analisi sui bacini di stoccaggio e le strategie per l’autunno.
L’allarme: il Mezzogiorno tra aridità e riserve in calo
Le ultime rilevazioni tracciano un quadro complesso per la stabilità idrica delle regioni meridionali e insulari. L’inizio dell’autunno non ha portato l’auspicato cambio di passo meteorologico. Le precipitazioni stagionali si sono rivelate ampiamente insufficienti, lasciando diversi territori in una condizione di accentuata aridità.
A fare da scudo contro la crisi idrica sono state finora principalmente le scorte stoccate nei bacini di accumulo pluriennale.
Riserve che si erano formate grazie alle abbondanti precipitazioni e ai cicloni che hanno interessato il Mediterraneo nella prima parte dell’anno. Ciò, unitamente ai rovesci concentrati tra il rilievo della Sila e il settore meridionale della Sicilia.
I territori più colpiti: cali di precipitazioni fino all’80%
L’analisi dettagliata evidenzia crolli verticali degli apporti idrici in varie zone strategiche per l’agricoltura e l’approvvigionamento del territorio.
Sardegna: nelle aree settentrionali, meridionali e in parte del settore centrale, i volumi di pioggia di settembre non hanno raggiunto il 20% della media storica.
Puglia: deficit pluviometrici superiori all’80% hanno interessato il Tavoliere, la Capitanata, i Monti Dauni, il Barese e la fascia tarantina.
Abruzzo e Centro Italia: ampi ammanchi idrici si registrano nel comprensorio della Marsica e nella fascia al confine con il territorio della Ciociaria.
Questo crollo pluviometrico giunge al termine di un trimestre estivo segnato da fenomeni di siccità estrema. E aumenta le preoccupazioni degli operatori per l’andamento della stagione autunno-invernale.
Infrastrutture e Piano Invasi
Di fronte a queste condizioni climatiche critiche, Anbi sollecita risposte strutturali e non solo emergenziali.
La strategia indicata punta ad accelerare la realizzazione di nuovi bacini di stoccaggio per trattenere l’acqua piovana ed evitarne la dispersione in mare durante gli eventi meteorici intensi.
Serve superare le frammentazioni amministrative locali collegando bacini e reti idriche per trasferire la risorsa verso le aree maggiormente in sofferenza.
E rinnovare le infrastrutture di bonifica e le reti di distribuzione per tutelare la produzione agricola e la sostenibilità economica delle aziende.
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