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Politica

Pure la Cgil contro la legge elettorale e apre alla via giudiziaria

di Paolo Diacono -


Non poteva di certo mancare la scomunica della Cgil dopo l’approvazione alla Camera della nuova legge elettorale. Il sindacato ha preso posizione, duramente, contro la legge e deplorato il metodo (politico) dell’approvazione accusando il governo di aver, sostanzialmente, “abusato” in un certo senso dell’istituto parlamentare della fiducia. Le parole del segretario confederale della Cgil Christian Ferrari sono davvero durissime. E rinfocolano lo scontro, mai sopito, tra il sindacato e il governo.

Pure la Cgil contro la legge elettorale

Ferrari ci va giù con durezza. “La forzatura sulla legge elettorale, a maggioranza e a colpi di fiducia, si è definitivamente compiuta. A nulla sono valsi gli appelli di tanta parte della società civile a condividere le regole con l’opposizione, né le critiche, più che motivate, degli esperti, che hanno rilevato diversi e gravi profili di incostituzionalità. Questa – ha aggiunto il segretario Cgil – è la conseguenza del considerare le istituzioni non un bene comune da preservare, ma una proprietà di cui poter disporre a piacimento”. Considerazioni già feroci. Ma non è mica finita qui.

Un parlamento di “nominati” e senza donne

La lettura che arriva dalla Cgil ripercorre, in buona sostanza, le critiche già piovute in aula dai banchi del campo largo. “Così – ha proseguito il dirigente sindacale – avremo un parlamento di nominati e non di eletti, con molte meno donne, che non rispecchierà la realtà politica del paese, consegnando a una minoranza non solo il potere esecutivo, ma anche il controllo di tutti gli organismi di garanzia, compresa la presidenza della repubblica”.

L’ultima speranza, per le opposizioni naturalmente, è la via giudiziaria. “A meno che i tanti ricorsi in preparazione arrivino alla valutazione della corte costituzionale e vengano accolti”, fa notare Ferrari. Che prosegue: “È quello che auspichiamo, nella convinzione che l’italia soffra di una crisi di rappresentanza, non di governabilità, come conferma il governo più longevo della repubblica che non solo non ha saputo né voluto affrontare un’emergenza sociale senza precedenti, ma è riuscito addirittura a peggiorarla”.

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