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Esteri

Gli Houthi sfidano l’Arabia Saudita

Dopo il devastante attacco all'aeroporto internazionale di Riad, i ribelli yemeniti alzano il livello dello scontro

di Ernesto Ferrante -


Gli Houthi non intendono arretrare. Anzi, rivendicano apertamente una nuova fase del confronto con l’Arabia Saudita e avvertono che aeroporti, infrastrutture civili e collegamenti aerei del Regno resteranno nel mirino fino a quando non saranno raggiunti gli obiettivi strategici fissati dal movimento sostenuto dall’Iran.

A scandire la linea della milizia è stato il portavoce militare Yahya Saree, che attraverso un messaggio pubblicato su X ha rivolto un monito senza precedenti a compagnie aeree, operatori aeroportuali, lavoratori del settore e viaggiatori. Secondo Saree, gli aeroporti sauditi e lo spazio aereo del Regno sarebbero ormai “esposti a potenziali attacchi” e potrebbero trasformarsi in qualsiasi momento in “teatro di operazioni” delle forze Houthi.

Il portavoce ha tuttavia precisato che gli aeroporti delle città sante della Mecca e Medina resteranno esclusi dagli obiettivi militari. Una precisazione che evidenzia il tentativo di Ansarallah di evitare una saldatura del conflitto con la dimensione religiosa, concentrando invece la pressione sulle infrastrutture considerate strategiche per il Regno.

La dottrina annunciata appare chiara e lascia poco spazio alle interpretazioni: “aeroporto per aeroporto, blocco per blocco, escalation per escalation”. Una formula che fotografa la volontà di trasformare l’aviazione civile e i trasporti regionali in uno dei principali terreni di scontro della crisi.

Riad chiude lo scalo internazionale

Sul piano operativo, le conseguenze dell’attacco più recente sono già evidenti. Le autorità saudite dell’aviazione civile hanno prorogato fino alle 23 italiane di oggi la chiusura dell’aeroporto internazionale King Khalid di Riad, colpito dal raid che ha provocato 12 vittime e oltre 300 feriti.

La decisione è stata formalizzata attraverso un nuovo avviso Notam, il documento con cui vengono comunicate agli operatori dell’aviazione restrizioni e modifiche operative. Lo scalo, uno dei principali hub del Golfo, continua dunque a rimanere parzialmente paralizzato mentre le autorità valutano l’evolversi della minaccia. Nel messaggio diffuso da Saree compare anche una sfida diretta alle capacità difensive saudite. Secondo il portavoce Houthi, eventuali fallimenti nell’intercettazione dei futuri raid ricadrebbero interamente sulla responsabilità del Regno. Un’affermazione che contribuisce ad alzare ulteriormente la tensione politica e militare nella regione.

Washington alza l’allerta, l’Europa teme il contagio regionale

La nuova escalation ha immediatamente prodotto effetti anche sul piano diplomatico e della sicurezza internazionale. L’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita ha elevato il livello di allerta per il proprio personale e ha limitato l’accesso agli aeroporti di Gedda e Dammam. In base alle nuove disposizioni, i dipendenti diplomatici americani potranno raggiungere gli scali soltanto dopo aver ottenuto una specifica autorizzazione. Una misura che riflette il timore di ulteriori attacchi e conferma come la crisi stia assumendo contorni sempre più ampi.

Nel frattempo la Lega Araba ha condannato duramente il raid su Riad, definendolo una minaccia alla sicurezza dei civili, alla navigazione aerea internazionale e alla stabilità dell’intera regione. L’organizzazione ha inoltre ribadito il proprio sostegno al Regno saudita, sottolineando che la sua sicurezza rappresenta una componente essenziale della sicurezza nazionale araba.

La condanna di Meloni e Kallas

La reazione occidentale è stata immediata. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso vicinanza all’Arabia Saudita e alle famiglie delle vittime, affermando che gli attacchi contro civili e infrastrutture civili sono “inaccettabili” e devono cessare. Palazzo Chigi ha inoltre ribadito l’impegno dell‘Italia nel lavorare con i partner regionali per favorire la stabilizzazione dell’area e garantire la libertà di navigazione.

Ancora più netta la posizione dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera, Kaja Kallas, che ha definito l’attacco all’aeroporto di Riad “un atto di terrorismo spaventoso” privo di qualsiasi giustificazione. La responsabile della diplomazia europea ha annunciato che i ministri degli Esteri dell’Ue affronteranno l’escalation nel prossimo Consiglio, evidenziando la necessità di un coordinamento più stretto tra la missione navale europea Aspides nel Mar Rosso e la coalizione marittima multinazionale a guida saudita.

Dietro la condanna diplomatica si intravede la preoccupazione crescente che il conflitto tra Houthi e Arabia Saudita possa trasformarsi in un nuovo detonatore regionale, mettendo sotto pressione le rotte commerciali, il traffico aereo e gli equilibri strategici di un’area già attraversata da molteplici linee di frattura.

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