L’America di Trump blinda il Columbus Day
Dal podio della Casa Bianca, il Presidente esalta l'orgoglio italo-americano durante la cerimonia del Columbus Day (fissata ufficialmente al 12 di ottobre).
Il Presidente Donald Trump ha firmato la proclamazione ufficiale che fissa il Columbus Day al 12 ottobre, trasformando la tradizionale celebrazione alla Casa Bianca in un comizio politico a ridosso delle cruciali elezioni di metà mandato. Davanti a una platea gremita di esponenti della comunità italo-americana, il Potus ha rivendicato con forza la svolta impressa dal suo governo, interrompendo la linea delle passate amministrazioni che condividevano la data con la giornata dei popoli indigeni (Indigenous Peoples’ Day).
Riabilitata l’immagine di Cristoforo Colombo
“Sotto questa amministrazione, la figura di Cristoforo Colombo è stata riabilitata al 100% ed è tornata al posto che le spetta di diritto”, ha scandito Trump dal podio, lanciando un messaggio elettorale esplicito ai circa 20 milioni di italo-americani: “Abbiamo praticamente resuscitato Colombo e il Columbus Day. Quando andrete ai seggi ricordatevelo, io l’ho riportato indietro”.
Nel corso del suo intervento, il Presidente ha scatenato una dura polemica contro le amministrazioni cittadine di orientamento progressista, accusandole di voler cancellare la memoria storica. Trump ha puntato il dito in particolare contro New York, denunciando la presunta sparizione dello storico quartiere di Little Italy dalle mappe geografiche ufficiali del comune, un atto da lui bollato come “una vergogna intollerabile” a cui ha promesso di porre rimedio con l’intervento del governo federale.
In aperta contrapposizione a quella che la Casa Bianca interpreta come una deriva della cancel culture, l’amministrazione ha messo in campo un’iniziativa di alto valore simbolico. Nei mesi scorsi, infatti, è stata inaugurata e collocata una nuova statua in marmo di Cristoforo Colombo proprio all’interno del comprensorio presidenziale di Washington, posizionata nei pressi dell’Eisenhower Executive Office Building.
I nomi celebrati
Nel corso della cerimonia, Trump ha dedicato un ampio spazio alla celebrazione dei grandi nomi che hanno reso celebre il legame culturale tra Italia e Stati Uniti, definendo il nostro Paese come una terra straordinaria che ha regalato al mondo talenti senza tempo. Il Presidente ha menzionato due pilastri assoluti del cinema e della musica statunitense, Frank Sinatra e SylvesterStallone. Tra i rappresentanti istituzionali menzionati a titolo di eccellenza è stato citato anche il giudice della Corte Suprema Samuel Alito. Il tributo più toccante dell’intera cerimonia è stato dedicato alla memoria di Luciano Pavarotti.
L’inaugurazione delle celebrazioni
Il momento è stato ispirato dall’esibizione di Christopher Macchio, il tenore italo-americano che ha inaugurato le celebrazioni eseguendo l’inno nazionale statunitense.
Trump ha voluto inoltre rimarcare con orgoglio il rapporto che lo legava al cantante scomparso nel 2007, dichiarando apertamente di fronte al pubblico: “Pavarotti era un mio grande amico”. Infine, il tycoon ha tributato un caloroso ringraziamento pubblico ai vertici della NIAF (National Italian American Foundation), citando espressamente il Presidente Robert Allegrini.
Il Presidente ha poi fatto sorridere la platea ricordando un aneddoto della campagna elettorale in New Hampshire legato alla sua passione per la cucina italiana: “Ho frequentato così tanto un noto ristorante italiano del posto che alla fine ho preso quasi cinque chili”.
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