L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Turismo

Picasso ai piedi dell’Etna tra inquietudini del Novecento e la Sicilia antica

di Angelina De Santis -


Picasso ai piedi dell’Etna tra le inquietudini del Novecento e la Sicilia antica Linguaglossa ha una familiarità particolare con la materia. Qui la pietra lavica appartiene alla vita quotidiana e ricorda quanto possa essere provvisoria persino la forma di una montagna. Forse per questo l’arrivo di Picasso sul versante nordorientale dell’Etna possiede una suggestione che va oltre la curiosità di trovare un grande nome dell’arte europea in un paese siciliano.

La mostra di Picasso al Museo Regionale Francesco Messina

Al Museo Regionale Francesco Messina – Salvatore Incorpora, fino al 29 novembre, la mostra Picasso. Il segno della libertà propone un incontro con l’artista spagnolo attraverso 44 opere provenienti da collezioni private. Curata da Mery Scalisi, l’esposizione privilegia una parte della produzione picassiana che rischia spesso di rimanere in secondo piano rispetto ai dipinti più celebri. Picasso, del resto, è diventato un nome talmente ingombrante da rendere difficile guardare le sue opere liberi dal peso della leggenda. Si finisce per cercare il genio anche dove sarebbe più interessante osservare un uomo alle prese con un’intuizione ancora incerta. Il Carnet de la Californie permette di avvicinarsi proprio a questa dimensione.

Realizzato tra il 1955 e il 1956 nella villa di Cannes dove Picasso viveva con Jacqueline Roque, viene presentato attraverso un esemplare numerato dell’edizione litografica del 1959. Le tavole, esposte separatamente, restituiscono il procedere del disegno e quella libertà di modificare una figura che apparteneva profondamente al suo modo di lavorare. Sono gli anni di un Picasso ormai celeberrimo, che continua tuttavia a interrogare la forma come se avesse ancora qualcosa da dimostrare a se stesso. La ceramica racconta un’altra inclinazione dell’artista.

Il dopo guerra

Dopo la guerra, a Vallauris, Picasso aveva trovato nella terracotta un terreno particolarmente congeniale. La superficie di un vaso poteva suggerire un volto, mentre la forma di un oggetto diventava parte integrante dell’invenzione figurativa. Opere come Woman Lamp e Bright Dove appartengono a questa stagione, nella quale il rapporto con l’artigianato mediterraneo acquista un’importanza che meriterebbe maggiore attenzione anche nella lettura complessiva della sua carriera.

Le donne attraversano inevitabilmente il percorso espositivo. Dora Maar e Jacqueline Roque rimandano a momenti diversi della vita di Picasso, segnata da rapporti sentimentali spesso tormentati. La sua straordinaria capacità di trasformare le persone amate in immagini conviveva con una personalità assai meno generosa di quanto suggerisca il culto del grande artista.

Il confronto con Salvatore Incorpora introduce una prospettiva ulteriore. Una lettura iconografica di Guernica viene accostata a una scultura e a quattro acquerelli dell’artista siciliano, creando un collegamento attraverso il tema della guerra. È un passaggio che invita a considerare quanto la violenza del Novecento abbia inciso su linguaggi figurativi differenti.

Linguaglossa

Fuori dal museo, Linguaglossa conserva un’identità distante dalla Sicilia più esibita al turismo. La pietra scura delle architetture e la presenza dell’Etna accompagnano una quotidianità nella quale il paesaggio continua a condizionare il lavoro dell’uomo. Anche la viticoltura racconta questo rapporto difficile e fertile con il vulcano. Visitare il paese per Picasso permette così di incontrare una Sicilia che possiede una storia culturale propria, della quale il museo dedicato a Francesco Messina e Salvatore Incorpora costituisce una testimonianza significativa.

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