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Madrid, scontri davanti al ministero dei Trasporti: proteste contro Puente dopo la tragedia ferroviaria di Urda

La polizia interviene con cariche e gas irritanti per disperdere i manifestanti

di Ernesto Ferrante -


La tragedia ferroviaria di Urda ha aperto un nuovo fronte politico in Spagna. Nella serata di ieri centinaia, secondo alcune fonti oltre un migliaio di persone, si sono radunate davanti alla sede del ministero dei Trasporti a Madrid per chiedere le dimissioni del ministro Oscar Puente e l’accertamento delle responsabilità per il disastro che ha causato almeno 68 morti sulla linea ad alta velocità Madrid-Siviglia. La manifestazione, inizialmente concentrata sulla richiesta di chiarimenti sulle cause dell’incidente, è rapidamente degenerata in momenti di forte tensione. I partecipanti hanno scandito slogan contro il governo guidato da Pedro Sanchez e contro il ministro dei Trasporti, mentre la pressione sul cordone di sicurezza schierato dalle forze dell’ordine aumentava con il passare delle ore.

Le cariche e gli scontri

Secondo le ricostruzioni dei principali media spagnoli, la Polizia nazionale ha effettuato diverse cariche antisommossa dopo che alcuni manifestanti hanno lanciato bengala e altri oggetti contro gli agenti. Le forze dell’ordine hanno utilizzato gas irritanti e materiale antisommossa per disperdere la folla, provocando momenti di panico e una rapida evacuazione dell’area attorno al ministero. Gli scontri si sono protratti per diverse ore prima che il presidio venisse definitivamente sciolto. Alcuni episodi di vandalismo e il rovesciamento di cassonetti sono stati segnalati nelle zone adiacenti al Paseo de la Castellana, uno dei principali assi stradali della capitale.

La destra radicale in piazza

Alla mobilitazione hanno preso parte anche gruppi della destra radicale spagnola. Diversi media iberici riferiscono della presenza di attivisti legati a Falange, Revuelta e ad altre organizzazioni nazionaliste, oltre a simpatizzanti di Vox. Il sindacato Solidaridad, vicino al partito di Santiago Abascal, aveva inoltre promosso un’altra protesta nella capitale, confluita in parte davanti al ministero dei Trasporti. L’opposizione ha chiesto che venga fatta piena luce sulle responsabilità dell’incidente, mentre il governo insiste sulla necessità di attendere l’esito delle indagini tecniche e giudiziarie prima di attribuire colpe politiche.

L’inchiesta sulla tragedia di Urda

Nel frattempo proseguono le indagini sul disastro ferroviario. Lo stesso Oscar Puente ha definito “inspiegabile” l’autorizzazione alla ripartenza del convoglio AVE dopo un guasto al sistema di sicurezza LZB, indicando nel centro di controllo di Adif uno dei punti centrali dell’inchiesta. Le autorità stanno cercando di ricostruire la sequenza di decisioni che ha portato alla collisione tra il treno Renfe e il convoglio Iryo fermo sui binari. Con il bilancio delle vittime ancora al centro dell’attenzione nazionale, la tragedia di Urda si sta trasformando in una delle più gravi crisi politiche affrontate finora dal governo Sanchez sul fronte delle infrastrutture e della sicurezza ferroviaria.

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