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Politica

Il Pd di Elly Schlein tra contraddizioni e miopia politica

Il paradosso di chi si scaglia contro il governo per le bollette salate dell’energia ma, al tempo stesso, si oppone pregiudizievolmente alla soluzione: il nucleare

di Giuseppe Ariola -


Neanche il netto cambio di rotta dell’Unione Europea sulle politiche ambientali riesce a fare breccia nella sinistra italiana. Nulla di nuovo sotto il sole, insomma, dal fronte di chi si conferma assolutamente indisponibile a rivedere un posizionamento stracolmo di ideologia. Come se la crisi energetica che si trascina, oltretutto aggravandosi, ormai da anni non esistesse o non avesse prodotto i gravi danni, specialmente economici, che si sono abbattuti su famiglie e imprese.

Mentre paghiamo il prezzo salatissimo di uno scenario internazionale divenuto critico e di ritardi strutturali la cui gravità sta adesso emergendo come forse mai prima, c’è chi comunque resta fermo su idee anacronistiche e del tutto prive di prospettiva. Quasi incapace di guardare al domani. L’ecologismo sfrenato, la negazione della necessità di realizzare o portare a termine le grandi opere, l’erigere un muro che continui a tenere il Paese ben lontano da qualsiasi ipotesi di autosufficienza energetica, sono i sintomi di una miopia politica alla quale appare difficile porre rimedio. E che sembra essere diventata anche contagiosa.

La miopia della sinistra italiana

Temi che rappresentano da sempre una bandiera per un partito come Alleanza Verdi e Sinistra e che, più recentemente, anche il Movimento 5 Stelle ha fatto propri, hanno infatti finito per contaminare anche il Pd. Su tutti il no al nucleare di ultima generazione. I cui progetti, invece, sono in fase di realizzazione in mezza Europa. Perché universalmente riconosciuto come pulito, sicuro ed efficiente. Tranne che da certa sinistra nostrana, ovviamente. Quella che si scaglia contro il governo per le bollette salate dell’energia ma che, al tempo stesso, si oppone pregiudizievolmente alla soluzione: il nucleare.

Anche al costo di dividere il suo stesso partito. Come sta facendo Elly Schlein in nome dell’unità progressista con Fratoianni, Bonelli e Conte. A chi come Gaetano Manfredi si dice favorevole a una strategia energetica che punti sulle nuove tecnologie, anche nucleari, ricordando che “la ricerca non si fa con l’ideologia”, a rispondere picche è infatti la stessa segretaria del Pd. Oltretutto, parlando al plurale, quindi a nome dell’intero partito. La numero uno del Nazareno conferma la contrarietà dei dem. “Sul nucleare non siamo d’accordo”, è la linea. Il motivo? Innanzitutto i tempi per la realizzazione degli impianti.

Una contraddizione evidente

Certo, se invece di iniziare a costruirli si continua a ostacolarli difficilmente potranno vedere la luce nel breve periodo. Soprattutto, nel frattempo continueremo a pagare l’energia a prezzi esorbitanti, con il rischio che un’altra escalation militare o l’aggravarsi di quelle in corso peggiorino ulteriormente la situazione. Sia per quanto riguarda gli approvvigionamenti, sia per quanto riguarda i costi economici, che a cascata generano conseguenze anche sociali.

La contraddizione è evidente e fotografa una mancanza di visione strategica decisamente grave per chi tenta di porsi come una valida alternativa di governo. E che per farlo sceglie di mettersi dal lato sbagliato della storia, guardando al presente con la nostalgia del passato e la totale incapacità di scorgere il futuro.

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