Attacco hacker al Brennero scatta l’inchiesta
In azione un gruppo di cybercriminali russi, la società minimizza l'impatto
Aggiornamento ore 17. Stando a quanto si apprende da fonti vicine alla società del Brennero, l’intrusione nei sistemi informatici si sarebbe registrata il 17 ottobre scorso. Sarebbe confermata la matrice e soprattutto la firma del gruppo Everest, hacker russi in cerca di soldi e dati. Non è ancora chiara l’entità dei danni e delle eventuali informazioni sottratte durante l’attacco. La polizia postale italiana ha aperto a sua volta degli accertamenti.
L’offensiva sulle infrastrutture
Gli hacker hanno attaccato anche la società che gestisce il valico del Brennero. La notizia è arrivata dai media austriaci. L’ha ripostata il Tiroler Tageszeitung ed è stata poi confermata alle agenzie italiane dalla stessa azienda. Stando a quanto riportato, l’assalto digitale ai database della società Bbt Se (Tunnel del Brennero) non è servito agli hacker a fare incetta di dati e informazioni. Le infrastrutture di sicurezza hanno resistito e le conseguenze dell’attacco sarebbero minime.
Attacco hacker al Brennero
Stando a quanto riportano le agenzie citando proprio i portavoce della Bbt Se, la società che gestisce il valico del Brennero ha resistito all’attacco hacker. “Non appena rilevato l’incidente, la società ha attivato i protocolli di sicurezza informatica, provvedendo all’immediato isolamento dei sistemi interessati e avvalendosi del supporto di specialisti esterni in cybersecurity per lo svolgimento delle necessarie analisi forensi”. Inoltre, dall’azienda, hanno fatto sapere che “sono stati avviati tutti gli adempimenti previsti e sono state informate le autorità competenti”. Il bilancio dell’impatto sarebbe minimo: “Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’incidente non ha avuto ripercussioni sulle attività operative della società”.
Chi c’è dietro?
Stando a quanto sarebbe emerso finora, dietro l’attacco hacker alla società che gestisce il tunnel del Brennero ci sarebbe un gruppo di cybercriminali di lingua russa. Si tratterebbe dei cosiddetti “Everest” che sarebbero specializzati in ramsonware e vere e proprie estorsioni. Forse l’intrusione risale già ai giorni scorsi. I controlli sono in corso. Il gruppo Everest sarebbe attivo almeno dal 2021. In Italia ha già colpito, tempo fa, i database della Siae. E avevano spiegato, gli hacker, di aver sottratto circa 60 gigabyte di dati.
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