Addio a David Hockney, maestro della Pop Art
Cambiò look negli anni '60 a New York, ispirandosi a uno slogan pubblicitario televisivo del marchio Clairol che recitava "i biondi si divertono di più"
Il mondo dell’arte contemporanea piange la scomparsa di David Hockney, uno dei pittori più influenti della pop art, amati e rivoluzionari.
La morte del maestro della Pop art
Il celebre artista britannico si è spento serenamente nella sua casa di Londra a poche settimane dal suo ottantanovesimo compleanno, lasciando un vuoto incolmabile nella cultura visiva internazionale. Con la sua morte si chiude ufficialmente un’era della Pop Art globale, di cui Hockney è stato un pilastro assoluto fin dagli anni ’60, legando indissolubilmente il suo nome alla luce accecante della California, alle iconiche piscine di Los Angeles e al celeberrimo capolavoro intitolato A Bigger Splash.
Hockney: il tuffo più famoso del mondo
La storia dietro alla nascita di questo celebre dipinto rappresenta il manifesto visivo di un’intera generazione. Realizzata nel 1967, l’opera immortala una piscina deserta davanti a una villa modernista, la cui quiete viene interrotta soltanto dalla violenta esplosione di schiuma bianca provocata da una figura appena tuffatasi.
Hockney amava ricordare il paradosso temporale dietro a questo lavoro, avendo impiegato ben due settimane a dipingere con minuziosa precisione uno spruzzo d’acqua che nella realtà era durato appena due secondi.
Nato sotto il cielo grigio della città industriale di Bradford, il trasferimento a Los Angeles fu per l’artista una vera folgorazione. E l’uso pionieristico dei colori acrilici accesi gli permise di catturare la trasparenza dell’acqua e i riflessi del sole come nessun pittore prima di lui.
Ha dominato il mercato
Oltre all’immenso valore culturale, David Hockney ha dominato per decenni il mercato dell’arte internazionale frantumando ogni record d’asta. Il momento di massima consacrazione economica è arrivato nel novembre del 2018, quando la sua celebre tela intitolata Portrait of an Artist è stata aggiudicata da Christie’s a New York per l’astronomica cifra di 90 milioni di dollari.
Quella vendita storica lo incoronò come l’artista vivente più caro del pianeta, un primato che ha certificato l’enorme impatto finanziario e il desiderio dei collezionisti globali di accaparrarsi i suoi iconici lavori dedicati ai paesaggi californiani.
La sua rivoluzione
Ciò che ha reso David Hockney un gigante insostituibile è stata la sua totale assenza di dogmi e la fame continua di sperimentazione tecnologica, che lo ha accompagnato fino agli ultimi giorni di vita.
Negli anni ’60 e ’70 dominava la scena con i pennelli e i ritratti fotografici realizzati con la Polaroid. Nei decenni successivi ha sorpreso il pubblico creando complessi collage fotografici cubisti e sfruttando persino i fax e le fotocopiatrici per fare arte.
Con l’avvento dell’era digitale, David Hockney si è trasformato nel pioniere assoluto della pittura virtuale, realizzando intere e acclamate mostre con paesaggi ed elementi naturali interamente disegnati sugli schermi touchscreen di iPhone e iPad.
Un artista indimenticabile

Riconoscibile all’istante per i suoi grandi occhiali tondi, i capelli biondo platino e gli abiti stravaganti. Cambiò look negli anni ’60 a New York, ispirandosi a uno slogan pubblicitario televisivo del marchio Clairol che recitava “i biondi si divertono di più”. Il maestro britannico lascia un’eredità artistica sconfinata racchiusa nel suo celebre motto che invitava tutti ad amare profondamente la vita.
Le sue opere, oggi custodite nei più importanti musei del mondo dalla Tate Modern di Londra al MoMA di New York, rimarranno per sempre le eterne custodi di quella luce estiva e di quel grande, indimenticabile tuffo.
Torna alle notizie in home