Asset russi e non solo: clima infuocato tra Usa e Ue
Le anticipazioni del Wsj sui piani della Casa Bianca per il dopo guerra
Secondo il Wall Street Journal, il clima di contrapposizione tra Usa e Ue sulla vicenda degli asset russi va facendosi sempre più torrido. La questione, manco a dirlo, è strettamente economica. La Casa Bianca, oltre a negare agli europei l’opportunità di attingere ai fondi congelati di proprietà russa, vorrebbe offrire alle aziende americane un ruolo prominente nella ricostruzione dell’Ucraina. Cosa su cui gli europei, che vorrebbero rientrare degli investimenti fatti finora, storcono il naso.
Asset russi e non solo: clima infuocato tra Usa e Ue
Stando a quanto riporta il quotidiano economico statunitense, i documenti presentati da parte americana avrebbero fatto insorgere le proteste dei delegati europei. Una delle opzioni messe sul tavolo dalla Casa Bianca riguarderebbe il ruolo delle imprese Usa nell’attingere ai fondi da 200 miliardi provenienti dagli asset russi congelati dalla Ue. Un piano che contemplerebbe pure la costruzione di un grande data center da installare nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, da cui sarebbe alimentato.
Chi può dialogare con i russi?
Trump ha proposto inoltre uno scenario in cui agli americani toccherà una parte decisiva nel dialogo economico post-bellico coi russi. Le questioni sono tante. Dalle terre rare fino all’idea di ripristinare addirittura i flussi di gas e petrolio verso l’Europa. Inoltre, sul banco, c’è la questione dell’artico sempre più importante per la gestione e il controllo delle rotte commerciali. L’obiettivo della Casa Bianca, a quanto pare, è sempre lo stesso: separare la Russia dalla Cina. Chissà se Bruxelles si presterà alla strategia. Anche perché quasi ogni ipotesi messa sul tavolo consegna l’Europa in un ruolo marginale e ancillare rispetto a quelle che sono le sue ambizioni. Dagli asset russi fino alle terre rare, tra Ue e Usa siamo all’ultimo duello.
Torna alle notizie in home