Buonfiglio e il commissariamento Figc: “Prima le regole”
Il presidente del Coni avvisa i politici: "Non mi faccio influenzare da nessuno"
Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio non ci pensa proprio al commissariamento della Figc. E avvisa la politica: nessuno deciderà al posto suo e, soprattutto, non si farà influenzare dal fuoco incrociato e dalla polemica tra i partiti che s’è innescata (anche) sul calcio italiano. Per Buonfiglio il tema dell’autonomia dello sport rimane imprescindibile. Autonomia che passa dal rispetto delle regole a cui tutti sono sottoposti, nel campo dello sport: compreso lui stesso.
Buonfiglio e il commissariamento Figc
La posizione del presidente Coni è netta: “Sono fiero ma anche orgoglioso di rappresentare tutti gli organismi sportivi, quindi federazioni e discipline associate, enti di promozione e anche le benemerite. Al tempo stesso come li rappresento e cerco di sostenerli devo anche monitorare”. Una premessa che fa da preludio alla “replica” alla politica che in questi giorni s’è divisa sul tema relativo al futuro del calcio italiano: “Questo non vuol dire essere uno sceriffo e non vuol dire nemmeno che io mi lascio influenzare da destra o da sinistra o da chi vuole parlare al posto mio, non esiste”.
Il peso delle regole
Buonfiglio parte dalle regole e le applicherà pure sul caso Figc e sulla richiesta, pressante, che arriva per giungere al commissariamento della Figc. “ Io sono stato eletto per fare rispettare le regole, ma il primo che deve rispettare le regole sono io. Non so se è sufficiente. Quando ci sono stati i presupposti ho commissariato, oggi no”. La porta, in questo senso, resta chiusa. La politica se ne faccia una ragione. Anche perché, sull’ipotesi, pende la spada di Damocle dell’Uefa che ha minacciato esclusioni eccellenti in caso di colpi di mano politici a via Allegri.
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